Multitasking: la più grossa bugia dei nostri tempiSi parla spesso di multitasking. C’è chi è dispiaciuto di non esserlo, chi si vanta di esserlo, si dice che le donne lo siano e gli uomini no (anche se ora si dice il contrario), che sia una caratteristica di chiara produttività personale e così via.
Ormai si parla con le persone non guardandole negli occhi ma sbirciando il cellulare, si legge un libro guardando la tv, si scrive l’ultimo report per il capo chattando su Facebook e così via. Troppi i nuovi input tecnologici che le persone non hanno ancora imparato a gestire.
Cos’è il multitasking?Il multitasking è un termine che è stato preso in prestito dal mondo dell’informatica. In sintesi, quando un sistema operativo supporta l’esecuzione di più processi / programmi contemporaneamente, si parla di multitasking, cioè di multiprocessualità.
E cosa centriamo noi con l’informatica? Me lo chiedo anch’io. Già il fatto che qualcuno sia felice di paragonarsi a una macchina, programmata da un’entità “superiore” per fare questo piuttosto che quello, senza sentimenti ed emozioni, dovrebbe indicare che non è poi un paragone così positivo.
Ad ogni modo, il multitasking “umano” c’è quando un individuo sembra essere in grado di svolgere più attività contemporaneamente. Molto produttivo… in apparenza. Perché in realtà non è così.
Ecco alcuni motivi per cui il multitasking è solo una qualità fittizia e che andrebbe a tutti gli effetti definito come un tratto negativo e una abitudine da abbandonare. [...]
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