Grazie a
@mackley, ho trovato finalmente una spiegazione ad un certo disagio sociale che ho avuto nel corso della mia vita.
- Sono stato il bersaglio preferito dei bulli, per via dei miei modi di fare goffi
- Ero sempre l'ultimo ad essere scelto quando bisognava formare delle squadre o delle coppie
- Immaginavo che i miei compagni corressero in bicicletta insieme a me in una specie di campionato.
- Sono stato preso in giro per il mio tono di voce alto e squillante
- Amavo scegliere parole particolarmente ricercate, come "quantità cospicua" da cui deriva pure il mio nickname
- Ho sempre cercato di sfuggire alle mode
- Quando mi appassiono ad un argomento, lo faccio in maniera ossessiva, a tal punto da scocciare i miei interlocutori: Formula 1, Amiga, religione.
- I miei disegni erano fortemente stereotipati e ripetitivi: paesaggi con colline, fiume e campagna; macchine di Formula 1 di profilo
- Amavo (e amo tuttora) passare del tempo da solo, preferendo letture di enciclopedie e storie vere alla fiction
- Ricordavo numeri di targa, codici fiscali e numeri di telefono
- Ho grandi difficoltà a concentrarmi, ma quando ci riesco dimentico tutto quello che mi sta intorno. Se qualcuno mi distrae mentre lavoro, mi arrabbio molto perché poi non riesco a riprendere subito il ritmo.
- Facevo molta fatica a capire barzellette, doppi sensi, sottintesi. Allo stesso modo, non sopportavo l'idea che altri aggiungessero o togliessero dei significati alle mie parole.
- Il contatto fisico con altre persone mi dava molto fastidio, e non riuscivo a guardare negli occhi il mio interlocutore
- Scrivere questo messaggio mi dà parecchio fastidio, ma voglio superarlo.
- Quando sono fra tante persone, mi capita di mettermi al centro della folla, da solo, cercando di seguire tutti i discorsi che vengono fatti fra i vari gruppetti.
Tutto questo oggi per me ha un nome: sindrome di Asperger. I disturbi depressivi di cui ho sofferto derivano semplicemente da questo problema. Comunque ne parlo al passato perché molte di queste cose non rientrano più nel mio caso, grazie a:
- un percorso di fede che smussato gli angoli vivi del mio carattere, permettendomi in quarta liceo di riuscire a integrarmi nella mia classe (basta guardare le fotografie scattate nel corso degli anni: se all'inizio ero ai margini, alla fine ero al centro).
- mia moglie, che è riuscita a vedere oltre tutte queste cose e ad amarmi per quello che sono, sopportando le mie intemperanze
- Meemi, dove ho potuto leggere per la prima volta di questa sindrome, e i social network e le chat in generale, dove ho conosciuto tanti amici che mi hanno aiutato nei momenti difficili, senza che io nè loro conoscessero questo problema.