Stranamente l'ambiente comincio' a scurirsi, del fumo bianco invase il pavimento
passando attraverso le fessure della porta chiusa. Le pareti del salone tremavano paurosamente allontanandosi fra di loro, l'uscio del balcone cambio' disegnando una grossa arcata. In men che non si dica Emilio e Carlo si trovarono al centro di una immensa cattedrale silenziosa, cosi' pure fecero i due, restarono in silenzio per alcuni minuti guardandosi intorno. Emilio ruppe il silenzio per primo: "... sai qual'e' la cosa buffa Carlo?"
"No-no-non ... sa-sa-prei ..."
"Che tutta la mobilia e' rimasta al suo posto! Ti rendi conto? Siamo non so in che immenso castello seduti sul mio divano. Mi sento all'Ikea ... hai presente?"
"Emilio ..."
"Shhhhh! Aspetta! Sento qualcosa!"
Uno strano rumore da lontano "
Thump ... Thump ... Thump ..." sempre piu' forte, sempre piu' vicino. Carlo aggiunse: "Sono passi! Qualcuno sta venendo qui. Ho paura!"
Emilio era strano, aveva cambiato espressione, come se avesse cominciato a recitare e seguire un copione si alzo' di scatto dicendo: "Finalmente ti mostri Israel!"
"Ah! Non potevo mancare al duello! Per nulla al mondo avrei rifiutato la sfida Emilhand!"
Israel era alto, capelli lunghi e azzurri cosi' come gli occhi, viso liscio senza alcun segno visibile. Portava un mantello pesante che gli ricopriva il corpo fino a strusciare nel terreno.
Le azioni successive furono veloci, Israel lancio' lontano il mantello brandendo una bacchetta nella mano sinistra. Emilio fece altrettanto, simulo' il lancio del mantello e punto' la sua bacchetta contro l'altro. Ci fu poi la battaglia in pieno stile potteriano.
Carlo guardava la scena interdetto e preoccupato "... che cosa ho fatto ... non dovevo coinvolgerlo, adesso morira' per colpa mia!"
Nel frattempo il duello continuava, Israel teneva testa e con sorpresa atterro' Emilio facendogli perdere conoscenza con un fulmine. Il mago per pochi attimi ansimo', il silenzio poi torno' a padroneggiare.
Carlo lo fissava negli occhi e tremava, conosceva bene il personaggio e cosa
avrebbe fatto (dopotutto e' stato lui stesso a dargli "vita") ma riusci' lo stesso a stupirlo quando grido': "Carlo! Hai davvero esagerato!"
Segui' un flash accecante, la stanza torno' quella di prima e la luce si ravvivo'.
Emilio dolorante si alzo' dal tappeto ripetendo le parole "Carlo! Hai davvero esagerato!"
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