Per una volta dissento fermamente da Paolo Attivissimo. Al di là del giudizio sulla legge, che può essere negativo, come penso io, o positivo come pensano altri, dire:
Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario.
secondo me è totalmente senza senso. Cioè, per manifestare i propri diritti sulla Rete (o nella vita "reale"), dobbiamo diventare tutti hacker, spie, nascondere tutto, come se fossimo dei criminali?
Il fatto che le "proteste" su Internet servano a poco lo si sa, ma dire che per difendere la Rete bisogna agire da spie, è come quelli che dicono che solo chi sa fare tutto da terminale è bravo e gli altri sono stupidi che non dovrebbero usare il computer
Mah...prima o poi doveva succedere
from 'Milano, Italy'
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