secondo me la questione è quantomeno ambigua. Concordo con chi dice che "la filosofia" di base è giusta, cioè è giusto che chi diffama paghi, anche in Rete. Ma i mezzi in questo senso ci sono già, e per il resto, come si vede dal dibattito tra giuristi, l'interpretazione della normativa è molto confusa.
Probabilmente ha ragione Minotti che dice che l'interpretazione di Scorza (l'avvocato che è tra i promotori della protesta) è esagerata (il tema è i "siti informatici" descritti nella legge sono tutti i siti, anche quelli amatoriali, oppure solo le testate giornalistiche?), cioè alla fine la legge si applicherà soltanto alle figure più importanti nella Rete, e non ai blogger amatoriali.
Ma il fatto di avere una legge che è passabile di interpretazioni così ampie, a seconda di come la pensa un magistrato / giudice /etc..., non credo sia cosa buona...