www.assicurazionimutuiprestiti.blogspot.com
Oggi ci occupiamo di finanziamenti, prestiti e simili.
Parliamo dunque del tema che probabilmente interessa più di tutti, per una serie di motivi non necessariamente positivi (soprattutto per il consumatore).
Il periodo è piuttosto grigio, la gente ha pochi soldi in tasca e oramai, per praticamente qualsiasi acquisto, si deve ricorrere appunto ad un prestito. Tra poco occorrerà anche per il pieno alla macchina, ma questo è un altro discorso.
Inutile dire che istituti di credito e finanziarie varie tastano il polso della situazione meglio di chiunque altro, e infatti si assiste a un bombardamento mediatico non indifferente.
Gli istituti sanno perfettamente che le difficoltà degli italiani attualmente sono numerose, ma, per il consumatore, incappare in un rifiuto della richiesta di prestito è frequente.
Perché?
In linea di principio io banca ti presto una certa somma di denaro che tu mi renderai con gli interessi, perché io sto rischiando nel prestarti soldi miei, e perché devo anche (e soprattutto) vivere (e bene).
A condizione però che tu mi dimostri che hai un reddito tale da poter onorare il tuo debito, e che tu non sia un cattivo pagatore.
Ecco, quante pubblicità avete visto con la scritta: “finanziamenti anche se protestati”, o cose simili?
In realtà non è così semplice.
Ora, quando un privato ha difficoltà a restituire il prestito erogatogli e accumula ritardi, succede che il suo nominativo viene inserito in un apposito elenco, cosiddetto “cattivi pagatori”.
Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora essi risultino completamente saldati), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.
Queste Centrali Rischi conservano i dati anagrafici relativi a chiunque abbia avuto accesso ad un finanziamento, compresa la regolarità o meno nel pagamento.
Quando veniamo segnalati come cattivi pagatori, rimaniamo iscritti in questi registri… ma per quanto tempo?
Per poter vedere la propria “fedina penale” immacolata, occorre ovviamente estinguere il debito pregresso.
Ma questo non è sufficiente.
L'informazione sul ritardo nel pagamento viene cancellata decorsi i tempi fissati dalla legge, ovvero:
- dopo 1 anno dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo non supera le 2 rate (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi);
- dopo 2 anni dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo supera le 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi).
Questo significa che occorre diffidare di chi promette fantomatiche cancellazioni di segnalazioni, perché se la situazione non si è regolarizzata e non son decorsi i termini, NON si può cancellare la segnalazione.
E poi, un prestito a un segnalato si può comunque fare sotto altre forme, specie se si è dipendenti, e non è nulla di speciale.
Dunque non fatevi strozzare col pretesto che, essendo cattivi pagatori, si son dovuti fare “miracoli” per farvi ottenere dei soldi.
E, punto fondamentale, non apponete mai uno straccio di firma finché non avete sotto il naso non quanto vi viene dato, ma quanto dovrete restituire.
Non accettate al buio, solo perché apparentemente vi stanno dando dei soldi che vi servono, perché questi andranno rimborsati, e profumatamente anche (assicuratevi quindi che sia davvero un prestito conveniente, fosse anche un piccolo prestito).
Le volte prossime vedremo i diversi tipi di finanziamenti, quali i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di essi.
Beniamino Stovini
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Oggi ci occupiamo di finanziamenti, prestiti e simili.
Parliamo dunque del tema che probabilmente interessa più di tutti, per una serie di motivi non necessariamente positivi (soprattutto per il consumatore).
Il periodo è piuttosto grigio, la gente ha pochi soldi in tasca e oramai, per praticamente qualsiasi acquisto, si deve ricorrere appunto ad un prestito. Tra poco occorrerà anche per il pieno alla macchina, ma questo è un altro discorso.
Inutile dire che istituti di credito e finanziarie varie tastano il polso della situazione meglio di chiunque altro, e infatti si assiste a un bombardamento mediatico non indifferente.
Gli istituti sanno perfettamente che le difficoltà degli italiani attualmente sono numerose, ma, per il consumatore, incappare in un rifiuto della richiesta di prestito è frequente.
Perché?
In linea di principio io banca ti presto una certa somma di denaro che tu mi renderai con gli interessi, perché io sto rischiando nel prestarti soldi miei, e perché devo anche (e soprattutto) vivere (e bene).
A condizione però che tu mi dimostri che hai un reddito tale da poter onorare il tuo debito, e che tu non sia un cattivo pagatore.
Ecco, quante pubblicità avete visto con la scritta: “finanziamenti anche se protestati”, o cose simili?
In realtà non è così semplice.
Ora, quando un privato ha difficoltà a restituire il prestito erogatogli e accumula ritardi, succede che il suo nominativo viene inserito in un apposito elenco, cosiddetto “cattivi pagatori”.
Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora essi risultino completamente saldati), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.
Queste Centrali Rischi conservano i dati anagrafici relativi a chiunque abbia avuto accesso ad un finanziamento, compresa la regolarità o meno nel pagamento.
Quando veniamo segnalati come cattivi pagatori, rimaniamo iscritti in questi registri… ma per quanto tempo?
Per poter vedere la propria “fedina penale” immacolata, occorre ovviamente estinguere il debito pregresso.
Ma questo non è sufficiente.
L'informazione sul ritardo nel pagamento viene cancellata decorsi i tempi fissati dalla legge, ovvero:
- dopo 1 anno dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo non supera le 2 rate (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi);
- dopo 2 anni dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo supera le 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi).
Questo significa che occorre diffidare di chi promette fantomatiche cancellazioni di segnalazioni, perché se la situazione non si è regolarizzata e non son decorsi i termini, NON si può cancellare la segnalazione.
E poi, un prestito a un segnalato si può comunque fare sotto altre forme, specie se si è dipendenti, e non è nulla di speciale.
Dunque non fatevi strozzare col pretesto che, essendo cattivi pagatori, si son dovuti fare “miracoli” per farvi ottenere dei soldi.
E, punto fondamentale, non apponete mai uno straccio di firma finché non avete sotto il naso non quanto vi viene dato, ma quanto dovrete restituire.
Non accettate al buio, solo perché apparentemente vi stanno dando dei soldi che vi servono, perché questi andranno rimborsati, e profumatamente anche (assicuratevi quindi che sia davvero un prestito conveniente, fosse anche un piccolo prestito).
Le volte prossime vedremo i diversi tipi di finanziamenti, quali i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di essi.
Beniamino Stovini
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