Silvano Bottaro, Mestre (Ve)
La mia principale passione è la Musica e poi ... il resto.
Sono Segretario del F.A.S. Fronte Armonico Stagionale

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Personale
I Sigur Ròs UNICA DATA ITALIANA il 2 settembre al Castello Scaligero (Verona)

Loro non lo sanno >> http://www.concertionline.com/...
novalis: circa 8 ore fa, Mestre (Ve)
Buongiorno raga!
novalis: circa 22 ore fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
Sorella_del_Boss (22 ore fa)
buongiorno..
Ecate (19 ore fa)
Buongiorno!
esiguo

[e-sì-guo]

SIGN

Modesto, piccolo
dal latino: [exigere] pesare esattamente - quindi pesare in maniera stretta, da cui l'accezione di minuto.

Parola delicata, rétro: il magro, il povero, lo scarso acquisisce una grande dignità - che pure oggi fa tanto orrore.
Così sarà esiguo il pasto del nonno che tiene da parte il denaro per i nipotini; sarà esiguo il guadagno di chi nel proprio lavoro, umanamente, si spinge a far del bene piuttosto che a profittare; sarà esiguo il corso d'acqua cristallina che appare scintillante nel castagneto allo sciogliersi della neve.
novalis: circa 21 ore fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
Moemigazanea
Onorevoli calciatori alla partita benefica «Veniamo a giocare ma solo se spesati»

La nazionale del Palazzo non ha voluto versare un euro, nemmeno per l’acquisto di tre carrozzine per disabili…
[…]
Di fronte alle insistenze degli organizzatori gli onorevoli hanno accettato di pagarsi solo il biglietto aereo (per il quale sono comunque già rimborsati). Tutto il resto doveva essere, ed è stato, rigorosamente gratis. A coprire i costi ci hanno pensato alcuni sponsor. Persino quando si sono ritrovati al ristorante i 15 parlamentari si sono guardati bene dal pagare il conto, ritenendo naturale che arrivasse il sindaco o qualche assessore a saldare per gli illustri ospiti.
[…]
A fine torneo un funzionario della polizia municipale ha fatto il giro degli spogliatoi per chiedere un contributo finalizzato all’acquisto di tre carrozzine per i bambini disabili assistiti dalle «Sorelle della carità». Costo: 700 euro l’una. I loro colleghi locali hanno messo mano al portafoglio, altrettanto hanno fatto i magistrati mentre i parlamentari, ancora una volta, non hanno cacciato un solo euro. A scanso di fraintendimenti la richiesta è stata esplicitamente fatta direttamente ad alcuni parlamentari e a Remo De Bellis, che della Camera è commesso. Risultato: non è stato raccolto un solo euro.
[…]
A guidare la compagine parlamentare era l’onorevole Maurizio Paniz (Pdl) che con oltre 1 milione e 800 mila euro l’anno è più pagato persino del suo collega Ghedini. E ancora deputati ed ex di tutti gli schieramenti. Dal finiano Luigi Muro al leghista Franco Gidoni all’ex Michele Cappella (Pd). Ma la palma d’oro per la coerenza spetta a Gioacchino Alfano del Pdl. Della sua passione calcistica non ha mai fatto mistero. Tanto che sul suo sito campeggia una foto in brache e maglietta azzurra della nazionale parlamentari. Quindi il motto: «Quando gli ideali scendono in campo». Appunto.

Siete-delle-merde
novalis: circa 1 giorno fa, Mestre (Ve) in novalis infonova - 2 risposte
Moemi
capobecchino (1 giorno fa)
e su questo concordo con il tuo commento "siete delle merde"
Grizzly (1 giorno fa)
No, la parola giusta è "esibizionisti".
Detto questo, vale anche il concetto che per fare una azione di beneficenza si deve presentare un progetto, e che se tale progetto è stato approvato dalla "nazionale parlamentari" ci vuole poco a dire "d'ora in avanti quando si coinvolge la nazionale parlamentari in un progetto, se il progetto oltre alla raccolta di fondi basata sul costo del biglietto dello stadio si propone di chiedere un contributo fisso a detti parlamentari, gli stessi non potranno scendere in campo fino a completato versamento del contributo".
Perché concordo con il commento, ma anche no: se il progetto prevedeva una raccolta di fondi per mezzo dei soli biglietti d'ingresso alla partita, questa è stata una manovra discutibile.
bocciare

[boc-cià-re]

SIGN

Respingere; nel gioco delle bocce, urtare una boccia con la propria allontanandola dal boccino
da [boccia], assolutamente incerto; forse da un precedente [bottia] da un'origine preromana.

È forse una parola che sconta la sua colloquialità con le scarse fonti da cui è descritta nella sua evoluzione - contraddittorie, criptiche, vaghe. Ma diamine, è così usata!
A quanto pare, (a meno di fare riferimento ad etimologie anglosassoni che si rifanno a vecchi metodi di votazione simili al ballottaggio ), la bocciatura, che sia a scuola, ad un esame, la bocciatura di una proposta o di un progetto, deriva dal gioco delle bocce. Viene lanciata una piccola palla - il boccino - e scopo dei giocatori è lanciare le proprie bocce il più vicino possibile al boccino. Chi ha avuto la fortuna di osservare i professionisti del gioco in azione (falangi di anziani al bocciodromo) avrà notato l'astuzia con cui, nel mentre che si cerca di lanciare la boccia vicino al boccino, si tenta di colpire le palle degli avversari per allontanarle - o il boccino stesso. Questa azione con cui il proprio colpo si schianta sulla boccia nemica e la fa saltar via è la bocciata, il bocciare.
Si tratta di un'azione piuttosto evocativa, e l'immagine che ne deriva è intuitiva: esser bocciati è prendere un colpo, essere respinti via dall'obiettivo. In questo è molto affine al "rimbalzare", che sta prendendo piede proprio in questi sensi (sono rimbalzato ad un esame). Insomma, parola spiacevole ma vivissima.
novalis: circa 1 giorno fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
gazanea
suscettibile

[su-scet-tì-bi-le]

SIGN

Che può essere alterato; facile ad offendersi
dal latino: [suscipere] prendere su di sé, composto di [sub] sotto e [capere] prendere.

Anche questa parola ha un significato molto generico, che però, se attributo alle persone, diventa precisissimo.
In senso generico, ad esempio, un progetto potrà essere suscettibile di cambiamenti: che significa? Semplicemente che li può subire, che non è mineralmente immutabile, al di fuori di qualsiasi negoziazione. Così un metodo di studio sarà suscettibile di miglioramento, un accordo suscettibile di scioglimento.
Per quanto riguarda il suscettibile riferito alla persona, si tratta di un aggettivo più delicato del permaloso: la facilità con cui si offende o si risente viene da una sensibilità eccessiva - debolezza, nervo scoperto - che però non è mai orgogliosa, e ha comunque sempre un suo portamento.
Ad esempio, Cyrano de Bergerac non è permaloso. È suscettibile per quanto riguarda il menzionare una certa quale appendice del viso - di cui i cadetti di Guascogna non pronunciano mai il nome. Anche perché Cyrano non reagisce proprio bene bene, di solito.
novalis: circa 2 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
gazanea
...e la neve arrivò, buongiorno
novalis: circa 2 giorni fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
giopel (2 giorni fa)
anche da noi Giorno Silvano
novalis (2 giorni fa)
'giornogiò
orbo

[òr-bo]

SIGN

Cieco; privo
dal latino: [orbus] privo. Stessa radice di "orfano", privo dei genitori.

Nel parlare comune è una parola pesante come una scure - eppure può essere bella, delicata.
Sa essere sprezzante e accusatoria: che, sei orbo?, bisogna essere orbi per fare certi investimenti, solo un orbo come me può non intendere che cosa ha mancato di fare in questi anni.
Sa essere commossa, e leggera come una farfalla: siamo rimasti orbi di un maestro, sono stato orbato della mia preziosa penna, rubata, siamo stati orbi a non dargli fiducia.
Si tratta di una parola veramente da studiare - tanto è vecchia la sua storia e tanto viva nella lingua.
Pensiamo all'òrbita. Nel viso, ciò che resta dopo la perdita di un occhio - e per estensione il cavo in cui pure l'occhio c'è. E l'orbo, che di per sé sarebbe genericamente "privo", così strettamente riferito alla perdita della vista ci si rivela come paradigma della perdita suprema, quasi per antonomasia - come se dicendo "ha perso" si intendesse invariabilmente che ha perso la vista - perdita seconda solo alla morte.
Un po' esagerate, nevvero? Ma per fortuna l'uso vivo è meno scuro.
novalis: circa 3 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
gazaneaMoemi
Ma neanche la differita funziona? >> http://www.unipd-cmela.it/volu...
novalis: circa 3 giorni fa, Mestre (Ve) - 3 risposte
DeMoN3 (3 giorni fa)
a me funge
DeMoN3 (3 giorni fa)
vai direttamente al minuto 40 se vuoi, i primi 40 minuti sono solo chiacchere per guadagnare tempo
novalis (3 giorni fa)
è sempre in buffering
speciale

[spe-cià-le]

SIGN

Relativo alla specie; scelto, eccezionale
dal latino: [specialis], da [species] specie, ma propriamente, aspetto - da [spicio] guardo.

Siamo abituati a dei manicaretti davvero speciali che la mamma ci fa quando torniamo a casa, e poi questo è un vino speciale (quello che il Marchese tiene per sé), e signore, glielo vendo in offerta speciale - perché lei è una persona speciale.
Lo speciale è l'eccezionale, lo straordinario, lo sceltissimo - e pur se lo usiamo in maniera estremamente disinvolta e inconsapevole, si contrappone intrinsecamente al generale.
Quei manicaretti la mamma non li fa mica sempre. Quel vino non è per tutti. L'offerta la faccio "solo" a lei. E tu sei una persona come nessun'altra.
Questo senso sopravvive in maniera lucente in biologia - la specie è sottocategoria del genere che è sottocategoria della famiglia e via dicendo - nel diritto - leggi speciali disciplinano e derogano ambiti coperti da leggi generali - e in generale in ogni ordine tassonomico.
Magari si può evitare di usarlo come sinonimo di "soprattutto" - il medico mi ha vietato specialmente il sale; si sta bene, qui, specialmente d'inverno. Pare proprio tirato a caso.
novalis: circa 4 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
gazaneaMoemi
Finisco la recensione dell'ultimo lavoro della DiFranco (http://it.wikipedia.org/wiki/A...)
¿Which Side Are You On? un buon disco
novalis: circa 4 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis
Grizzly
Good Sunday
novalis: circa 4 giorni fa, Mestre (Ve) - 5 risposte
crilla (4 giorni fa)
giorno
novalis (4 giorni fa)
Buongiorno brave ragazze
crilla (4 giorni fa)
Stasera "Verze sofegae" con... ?
novalis: circa 5 giorni fa, Mestre (Ve) - 5 risposte
stefitiz (5 giorni fa)
@gazanea, rispondi che non si può vivere senza sapere...
capobecchino (5 giorni fa)
già ...
gazanea (5 giorni fa)
eccomi, ero impegnata a sofegar
verze sofegae con la luganega e costicine di vitello, poeta brustolada e vin rosso
Buon pomeriggio
novalis: circa 5 giorni fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
leonardoleiva (5 giorni fa)
Ciao @novalis
Grizzly (5 giorni fa)
a te (-:
allucinazione

[al-lu-ci-na-zió-ne]

SIGN

Fenomeno per cui si mostra come reale ciò che è inesistente
dal latino: [allucinari] vaneggiare, collegabile al greco [aluo], col medesimo significato.

Diversamente dall'illusione, distorsione di uno stimolo oggettivo, l'allucinazione è una percezione in assenza di qualsiasi stimolo - tutta mentale.
Si può bene immaginare il perché del nesso col parlare a vanvera che l'etimo ci suggerisce: quando, ai tempi in cui questa parola nacque, i fenomeni della mente umana erano interpretati con superstizioni o giustificazioni ancora troppo rozze, l'allucinato non era che un bizzarro, uno spostato, un indemoniato - forse un folle che parlava di cose che non esistevano.
Oltre ad essere da sempre un tema vividissimo per gli artisti, sondato con particolare voluttà fra romanticismo e decadentismo - dove il limite fra ciò che non c'è e ciò che pochi, forse nessuno può vedere? dove il discrimine fra la proiezione mentale svincolata dalla realtà e il fantasma lisergico ricercato, fra il sogno e la manifestazione arcana dei segreti dell'esistenza? -, è un fenomeno estremamente vitale anche nel parlato.
Sottile ma comune è ad esempio l'allucinante. Che vuol dire allucinante? Bellissimo, terribile, che genera allucinazioni?
Astraendo, l'allucinante è quella qualità in bianco ma estrema davanti alla quale hai il dubbio di un'allucinazione. Può coinvolgere una qualità positivissima - la gentilezza allucinante del ristoratore che quando entri infreddolito nel suo locale ti offre subito un bicchiere di rosso corroborante - come anche qualità terribili - un film horror allucinante, a cui non assomigliano nemmeno i tuoi incubi più raccapriccianti.
Le parole che riguardano l'allucinazione rivelano uno smalto particolare, davvero vivido, di grande comunicatività.
novalis: circa 5 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
Grizzlygazaneajoyrom
-Barzellettina-

C’è un pinguino che va dal papà e gli chiede:
“Papà, ma io sono un pinguino?”
“Sì, sei un pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino pinguino!”
“Ah, grazie!”
Allora il pinguino va dalla mamma e le fa:
“Mamma, ma io sono un pinguino?”
“Sì, sei un pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino pinguino!”
“Ah, grazie!”
Allora si reca dal fratello e gli chiede:
“Fratello, ma io sono un pinguino?”
“Sì, sei un pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino!”
“Ma un pinguino pinguino pinguino?”
“Sì, sei un pinguino pinguino pinguino! ma perché me lo chiedi?”
“Perché ho freddo”
novalis: circa 6 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova - 1 risposta
Grizzly (6 giorni fa)
La sapevo (e beh) con l'orsetto polare, che chiedeva se invece non fosse bruno, nero, koala, panda etc. etc. ((-:
addomesticare

[ad-do-me-sti-cà-re (io ad-do-mè-sti-co)]

SIGN

Rendere domestico, togliere da uno stato selvatico
da [domestico], a sua volta dal latino: [domus] casa.

È un'azione molto lontana dalla nostra vita quotidiana. Almeno così parrebbe. Le grandi ere delle domesticazioni sono passati remoti.
La storia antropologica ci racconta di come un uomo scoprì delle mandorle come le altre ma delle altre un po' meno amare e le piantò, riprendendo il suo viaggio, forse riproponendosi di tornare a vedere come sarebbero cresciuti quei mandorli, o istruendo altri uomini su dove li avesse piantati. I mandorli che dettero alla luce mandorle più dolci furono fatti ancora riprodurre, e di generazione in generazione il mandorlo, amaro, velenoso, fu addomesticato nell'albero benedetto che oggi conosciamo.
Alcune madri riconobbero nei figlioletti del lupo ucciso i tratti dei propri cuccioli, e li presero con sé. Gli uomini scoprirono che quei lupi potevano essere d'aiuto per loro, e che con loro vivevano bene.
Così un lentissimo flusso di flora e fauna iniziò a muovere dalla foresta forestiera avvicinandosi, trasformandosi, entrando in casa. E questo movimento è ancora oggi addomesticare - azione concorrente di chi ti fa entrare in casa e di chi decide di entrare.
Quando sai dove trovare il sale e il cavatappi nella cucina dell'amico o dell'amata, sei stato addomesticato - e apparecchiando seguirai usanze diverse dalle tue; quando trovi una cagnolina randagia pronta a tutto per stare con te, e che per questo si adatta ai tuoi comandi, e che ti fa mutare le tue abitudini, e che ti trasmette sentimenti meravigliosi, l'hai addomesticata - e la tua casa cambia; quando, invece di respingerli, accogli i sentimenti meno comprensibili che provi, tu cambi e loro cambiano - generando un uno, una comunione nuova di pienezza e maturità.
Questa parola avrebbe anche dei significati figurati di truccare, falsificare, corrompere: addomesticare una partita di calcio, un bilancio, un pubblico ufficiale. Pur nella forza dell'espressione, trovo che usare il sacro per indicare qualcosa di così tanto immondo possa suscitare un certo ribrezzo: buono, se questo è un acuto fine deliberato.
novalis: circa 6 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
gazaneaMoemi
Buona tarda mattinata
novalis: circa 6 giorni fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
Ecate (6 giorni fa)
giorno!
novalis (6 giorni fa)
Ciao cara
Wislawa Szymborska, quel giorno

Una delle tante date
che non mi dicono più nulla.

Dove sono andata quel giorno,
che cosa ho fatto non lo so.

Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
non avrei un alibi.

Il sole sfolgorò e si spense
senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
E non ne presi nota.

Mi sarebbe più lieve pensare
di essere morta per poco,
piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.

Non ero un fantasma, dopotutto,
respiravo, mangiavo,
si sentiva
il rumore dei miei passi,
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.

Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa d’un qualche colore.
Certamente più d’uno mi vide,

Forse quel giorno
Trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.

Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
tanti puntini tra parentesi.

Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.

Scuoto la mia memoria
forse tra i suoi rami qualcosa
addormentato da anni
si leverà con un frullo.


Wislawa Szymborska, ”Il 16 maggio 1973″ (in “La fine e l’inizio”, a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller). La poetessa premio Nobel nel 1996 per la letteratura, era nata nel 1923 a Kornik, cittadina polacca vicino a Poznan ed è morta il primo febbraio 2012.
novalis: circa 7 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova - 1 risposta
Moemigiopelgazanea
Moemi (7 giorni fa)
bellabella
saccente

[sac-cèn-te]

SIGN

Che ostenta con presunzione ciò che sa o che crede di sapere
dal latino: [sapiens] sapiente. Acquisito in questa forma attraverso i dialetti del sud Italia: il tuttora vivissimo uso di "saccio" al posto di "so" è arcinoto.

"Mi fanno male quelli che sanno tutto - e prima o poi te lo dicono" diceva Gaber in un suo monologo: questi sono i saccenti.
L'atteggiamento saccente è quello che ignora il fine della comunicazione e i limiti che implica, esibendosi in esposizioni di cognizioni inadatte al contesto, in misura torrenziale, magari anche incerte - prolisse, barocche, estemporanee. Con grave imbarazzo e noia dei presenti.
Grice, filosofo inglese del secolo scorso, negli anni '60 stese elegantemente il "principio di cooperazione" nella conversazione: dai il tuo contributo così come ti è richiesto, nel momento giusto, secondo i fini e la direzione del discorso in cui sei impegnato.
Nasce per egocentrismo? Per insicurezza? Fatto sta che questo mostro, logorroico, grasso e vestito con opulenza, da considerare alla stessa stregua dell'ignoranza più sprezzante - perché come questa genera il fallimento della comunicazione e quindi di ogni progettualità - può essere spia rivelatrice di un disagio intimo, da considerare con pietà.
novalis: circa 7 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova - 1 risposta
gazanea
geminilion (7 giorni fa)
in questo periodo mi sento estremamente saccente..
Buona giornata
novalis: circa 7 giorni fa, Mestre (Ve)
I 100 dischi italiani più belli di sempre per Rolling Stone

Il nuovo numero di Rolling Stone italiano è dedicato alla classifica dei “100 dischi italiani più belli di sempre”, scelti da “100 giurati d’eccezione”

Quelle in "neretto" sono tra i miei favoriti


1.ROSSI, Vasco: Bollicine
2.BATTIATO, Franco: La voce del padrone
3.BATTISTI, Lucio: Una donna per amico
4.DE ANDRE’, Fabrizio: Crêuza de mä

5.JOVANOTTI: Lorenzo 1994
6.CAPOSSELA, Vinicio: Ovunque proteggi
7.DIAFRAMMA: Siberia
8.CSI – CONSORZIO SUONATORI INDIPENDENTI: Linea gotica
9.AREA: Arbeit Macht Frei

10. CELENTANO, Adriano: Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
11.LIGABUE, Luciano: Buon compleanno Elvis
12.CCCP FEDELI ALLA LINEA: 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età
13.BENNATO, Edoardo: I buoni e i cattivi
14.GAETANO, Rino: Mio fratello è figlio unico

15.ELIO E LE STORIE TESE: Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu
16.SUBSONICA: Microchip emozionale
17.DANIELE, Pino: Nero a metà
18.MASSIMO VOLUME: Stanze
19.VERDENA: WoW
20.DE GREGORI, Francesco: Rimmel
21.BAUSTELLE: La malavita
22.TENCO, Luigi: Luigi Tenco
23.OFFLAGA DISCO PAX: Socialismo tascabile
24.BERTE’, Loredana: Traslocando
25. SANGUE MISTO: SxM
26.ZUCCHERO: Oro, incenso e birra
27.FINARDI, Eugenio: Sugo

28.CAPAREZZA: Verità supposte
29.GUCCINI, Francesco: Via Paolo Fabbri 43
30.TEATRO DEGLI ORRORI: A sangue freddo

31.BLACK BOX: Dreamland
32.CONSOLI, Carmen: Confusa e felice
33.3 ALLEGRI RAGAZZI MORTI: La testa indipendente
34.CASINO ROYALE: Sempre più vicini
35.ZERO, Renato: Zerofobia
36.ALMAMEGRETTA: Sanacore
37.CAPUTO, Sergio: Un sabato italiano
38.NEGRAMARO: Mentre tutto scorre
39.FRANKIE Hi-NRG: La morte dei miracoli
40.DALLA, Lucio: Lucio Dalla
41.AFTERHOURS: Non è per sempre
42.GAZNEVADA: Sick Soundtrack
43.LINEA 77: Horror vacui
44.PFM: Storia di un minuto
45. FAUST’O: Suicidio
46.LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: Canzoni da spiaggia deturpata
47.FABRI FIBRA: Controcultura
48.GABER, Giorgio: Far finta di essere sani
49.99 POSSE: Curre curre guaglió
50.FOSSATI, Ivano: Panama e dintorni
51.LE ORME: Uomo di pezza
52.SORRENTI, Alan: Aria

53.883: Hanno ucciso l’Uomo Ragno
54.RUGGERI, Enrico: Vai Rrouge!
55.GARBO: A Berlino… va bene
56.AUTORI VARI: Rock ’80 / Rockerilla: Gathered
57.CALIFANO, Franco: Tutto il resto è noia
58.POOH: Parsifal
59.GOBLIN: Profondo rosso
60.FERRO, Tiziano: Nessuno è solo
61.GRAZIANI, Ivan: Pigro
62.CAMERINI, Alberto: Rockmantico
63.VANADIUM: A Race with the Devil
64.BALLETTO DI BRONZO: Sirio 2222
65.KRISMA: Chinese Restaurant
66.SKIANTOS: Kinotto
67.LOLLI, Claudio: Ho visto anche degli zingari felici
68.MARLENE KUNTZ: Il vile

69.NEGAZIONE: Lo spirito continua
70.CONTE, Paolo: Concerti
71.NANNINI, Gianna: Latin Lover
72.MATIA BAZAR: Tango
73.PRAVO, Patty: Patty Pravo
74.ELISA: Pipes & Flowers
75.MORANDI, Gianni: Gianni Morandi
76.ORNELLA VANONI: La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria
77.NEGRITA: Reset
78. CREMONINI, Cesare: Maggese
79.FORTIS, Alberto: Alberto Fortis
80.PAOLI, Gino: Gino Paoli allo Studio A
81.MINA: Live ’78 Bussoladomani
82.GIARDINI DI MIRO’: Punk… Not Diet!
83.NUOVA COMPAGNIA CANTO POPOLARE: La gatta Cenerentola
84.GIURATO, Flavio: Il tuffatore
85.BIGLIETTO PER L’INFERNO: Biglietto per l’inferno
86.LITFIBA: 17 re

87.SQUALLOR: Pompa
88.PERTURBAZIONE: In circolo
89.GANG, THE: Le radici e le ali
90.CIAMPI, Piero: Io e te abbiamo perso la bussola

91.TOZZI, Umberto: Gloria
92.BANCO DEL MUTUO SOCCORSO: Darwin!
93.BLUVERTIGO: Metallo non metallo
94.CARBONI, Luca: Carboni
95.ZEN CIRCUS: Andate tutti affanculo
96.AFRICA UNITE: Un sole che brucia
97.JANNACCI, Enzo: Quelli che…
98.PROZAC+: Acidoacida
99.BIANCHI, Maurizio: Mectpyo Bakterium
100.VENDITTI, Antonello: Sotto il segno dei pesci
novalis: circa 10 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis infonova testinova - 21 risposte
MoemiKtuluMala88
novalis (8 giorni fa)
@geminillion la classifica non è stata redatta da "quelli" di Rolling Stones ma da cento "persone" di varie età e varie occupazioni
bluesjana (8 giorni fa)
molto ma molto varie quelle occupazioni se "il giardino del mago" viene "ucciso dall'uomo ragno"....

novalis (8 giorni fa)
So' ggiovani, so' ragazzi
Ciao so gigggi da roma
novalis: circa 8 giorni fa, Mestre (Ve) - 3 risposte
bluesjana (8 giorni fa)
ciao gigggi!

DeMoN3 (8 giorni fa)
Bella chicco!
capobecchino (8 giorni fa)
wellà giggggi
ottimizzare

[ot-ti-miz-zà-re (io ot-ti-mìz-zo)]

SIGN

Portare qualcosa al suo meglio, in particolare in efficienza
da [ottimo], a sua volta dal latino: [optimus], da [ops] forza, aiuto, ricchezza, usato come superlativo di [bonus].

Dall'ottimo, che è il bene più completo, nasce l'ottimizzazione - parola molto, molto in voga. Non si tratta però pianamente del rendere qualcosa ottimo. Il versante di connotazione che l'ottimizzazione investe di più è il rendimento, l'efficienza: insomma, economia ed efficacia.
In un periodo di austerità - ma magari anche in periodi di grassa - ottimizzare l'impiego delle proprie risorse può significare tante cose: un risparmio di denaro, un peso in eccesso sgravato alla natura, una migliore organizzazione di tempo ed energie che permette di non lasciarsi libri "da leggere d'estate", di non sentirsi troppo stanchi per andare a teatro, stasera, di non rimandare ancora di un anno quel viaggio nello Yucatan che vuoi fare da quando eri bambino.
Essendo in sé azione neutrale, il valore di un'ottimizzazione è svelato dal fine con cui è fatta: se in un'amministrazione universitaria si parla di ottimizzare il servizio, si parla di un'azione che può invitare, sostenere o dissuadere lungo un percorso di cultura; se il rappresentante del marchio di una bevanda, guardando i rendiconti della scuola che ha sponsorizzato, comunica al preside che va ottimizzata la vendita del prodotto fra gli studenti, si parla di spremere consumatori inermi forse a costo della loro stessa salute; se si parla di ottimizzare la catena di produzione industriale di un computer, si parla di introdurre nuovi macchinari, dare una formazione superiore ai dipendenti o di spostare tutto nella vicina Cina?
Così l'ottimizzazione si fa versatile paradigma di intenzioni diverse e divergenti - parola ambigua e ricca.
novalis: circa 8 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
Moemigazaneagiopel
lignaggio

[li-gnàg-gio]

SIGN

Discendenza, stirpe
dall'antico francese: [lignage], derivato dal latino [linea] - intendendo la linea di discendenza.

Il lignaggio, diversamente dai suoi più grassi sinonimi - come schiatta, prosapia, e forse la stessa stirpe - è essenziale. Indica con asciutta nobiltà la verticalissima linea del tempo, e la risale.
Anche se oggi ha poco senso parlare di lignaggi di sangue - per fortuna ci siamo emancipati -, sono le immagini dei lignaggi culturali, linguistici, tradizionali a dare respiro a questa parola.
Così scoprire il lignaggio del proprio lessico famigliare, del proprio dialetto può aiutare a decifrare parti insondate della propria identità; così l'alto lignaggio di burle e scherzi della città in cui si vive ci può dare uno strumento per prendere meglio la vita sul ridere; così un lungo lignaggio di poesia non ci lascerà mai soli.
novalis: circa 8 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
giopelMoemigazanea
Buon 1 febbraio
novalis: circa 8 giorni fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
giopel (8 giorni fa)
buon 1 a te
Cigolino (8 giorni fa)
anche a te
Stasera @mackley è particolarmente ilare, come avesse fumato qualcosa di particolarmente efficace
novalis: circa 9 giorni fa, Mestre (Ve) - 9 risposte
mackley (9 giorni fa)
si facciamo la serata del '60 ! :_D
capobecchino (9 giorni fa)
Max passi a prendere anche me cosi andiamo insieme
mackley (9 giorni fa)
con 'sta neve non mi muovo dalla Tana del @ghirorosa ;-p
Interessante programma sulla musica dalle 19,50 alle 20,05
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/pop...
novalis: circa 9 giorni fa, Mestre (Ve)
gazanea
Un BIS
novalis: circa 10 giorni fa, Mestre (Ve) - 2 risposte
saphira (10 giorni fa)
buongiorno!
Moemi (10 giorni fa)
buongiorno!
perdonare

[per-do-nà-re (io per-dó-no)]

SIGN

Rinunciare ad ogni vendetta e rivalsa
dal latino medievale: [perdonare] composto da [per] completamente e [donare] donare - originatosi cambiando il prefisso di [condonare].

Il perdono rileva molto nella sua veste teatrale - ed oggi, mediatica. Pare che funzioni come ogni altro dono, che serva a comprare o che sia una liberalità magnanima, più buona nella sua pubblicità che nella sua essenza, o che addirittura segua le regole di un gioco di potere: il mio perdono esercitato come una sopraffazione, un'elevazione, una via di superiorità. Per giunta, pornografie morali da giornalista microfonomunito come "Signora, ha perdonato l'assassino di suo figlio?" sbattono sotto i riflettori le intimità supreme dei pochi perdoni che davvero avrebbero valore.
Tutto questo rende opaco e distante il senso del perdono, un senso che invece è tutto interiore e molto circoscritto: non si perdona che per se stessi. Quando si è nella posizione di poter perdonare qualcuno la realtà è che non si ha un credito. Certi crediti creduti non esistono. Ma l'accettazione di un male inevitato, che lo lascia scorrere via per sempre, impedisce a questo stesso male di portarci altri frutti marci che ci fanno germinare in cuore i vermi del rancore, della vendetta, dell'ira - che ci annodano la vita. Perciò il perdono è il dono completo, supremo, così sottile che quasi non si dà né si riceve, che completa le azzoppature e le amputazioni del male - abbraccio di pochi istanti che poi ti lascia passare avanti.
Quando la pronunciamo, rendiamoci quindi conto del valore che questa normalissima parola esprime. E aggiungo un piccolo consiglio: se vogliamo ascoltare che cosa sia il perdono, ascoltiamo il "Contessa, perdono" del finale delle Nozze di Figaro. Mozart sapeva.
novalis: circa 10 giorni fa, Mestre (Ve) in novalis testinova
Moemigazanea
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