L’Islanda è un paese inclemente e non tollera gli idioti. I terreni accidentati e la variabilità del tempo hanno condotto molti alla tomba.
Questa è una di quelle cose da tenere sempre a mente mentre si visita l’Islanda. Facile rendersene conto dopo i primi chilometri in macchina lasciata la capitale: niente guard rail, niente muretti, niente segnalazioni di pericolo sulle strade, solo il tuo buonsenso e qualche limite di velocità. Questo sull’asfalto, lo sterrato è tutta un’altra faccenda, peggio chiaramente.
La storia si ripete alle principali attrazioni paesaggistiche, siano esse cascate, ghiacciai, vulcani o gayser. Nessun limite invalicabile, nessun parapetto, nessun cartello di pericolo, sempre e solo il tuo buonsenso e delle cose stupende che mentre le guardi ti dicono: “se vieni più vicino è ancora più bello, sì sì, proprio sul ciglio del burrone dove è scivoloso.”
Prima di una passeggiata su una scogliera per vedere colonie di uccelli di varia natura un biondo locale in inglese perfetto spiega: We are not in America, we are in Iceland, there are no limits where you can go, just follow your common sense.
cristallino.
Il cartello della foto era sulla riva di Jökulsárlón, laguna glaciale costellata di iceberg con temperatura media dell’acqua a 2,4° C. Noi tutti l’abbiamo inteso come: “se cadi muori e non ti azzardare a chiedere aiuto, sarebbe inutile e disturberesti.” che sospetto non sia poi lontano dal significato originale.