speciale
[spe-cià-le]
SIGN
Relativo alla specie; scelto, eccezionale
dal latino: [specialis], da [species] specie, ma propriamente, aspetto - da [spicio] guardo.
Siamo abituati a dei manicaretti davvero speciali che la mamma ci fa quando torniamo a casa, e poi questo è un vino speciale (quello che il Marchese tiene per sé), e signore, glielo vendo in offerta speciale - perché lei è una persona speciale.
Lo speciale è l'eccezionale, lo straordinario, lo sceltissimo - e pur se lo usiamo in maniera estremamente disinvolta e inconsapevole, si contrappone intrinsecamente al generale.
Quei manicaretti la mamma non li fa mica sempre. Quel vino non è per tutti. L'offerta la faccio "solo" a lei. E tu sei una persona come nessun'altra.
Questo senso sopravvive in maniera lucente in biologia - la specie è sottocategoria del genere che è sottocategoria della famiglia e via dicendo - nel diritto - leggi speciali disciplinano e derogano ambiti coperti da leggi generali - e in generale in ogni ordine tassonomico.
Magari si può evitare di usarlo come sinonimo di "soprattutto" - il medico mi ha vietato specialmente il sale; si sta bene, qui, specialmente d'inverno. Pare proprio tirato a caso.