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miketrevis
michele trevisanello
26 anni

chimico per il restauro
thread
se lo spot della TIM "aspettiamo un bambino" spinge le giovani ad una sessualità "facile" significa che i genitori fanno educare i loro figli da uno schermo luminoso chiamato televisione.
link | miketrevis Wed, 23 Jul 2008 00:47:24 +0200 da web- condividi la tua risposta: entra
Non è solo quello, purtroppo. I bambini, come gli adulti, vedonono nell situazioni che incontrano dei modelli, diciamo che le persone si adeguano all'ambiente che le circonda, se vuoi chiamalo spirito di adattamento. questo vuol dire che la televisione, con le situazioni rappresentate, inevitabilmente va ad influire sulla concezione che ognuno ha di "normalità", volenti o nolenti, a livello subconscio. È giusto quindi scandalizzarsi per evidenziare che quel comportamento non è morale, non è "giusto".
link | greenkey Wed, 23 Jul 2008 07:46:33 +0200 da mobile, Milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
resta l'incapacità di educare della maggior parte dei genitori di oggi. Gli stessi genitori che vanno a lamentarsi dal professore se il figlio prende una nota invece di lamentarsi con il figlio stesso. gli stessi genitori del vestito firmato a tutti i costi (loro per primi poi i figli ci van dietro e si prostituiscono perchè la mancia non basta), etc etc etc

non sappiamo più educare, perchè dare la colpa alla società? E' colpa "tua" sei un genitore e non un educatore, se poi limiti il potere di chi l'educatore lo fa per professione (professori e maestri)...stiamo freschi...
link | miketrevis Wed, 23 Jul 2008 08:23:32 +0200 da web - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Certo, mi trovi assolutamente d'accordo.
Anche se con riserva: i genitori forse sanno ancora educare, ma non lo fanno più. Semplicemente non lo fanno perchè non hanno tempo, devono lavorare, fare soldi, perchè altrimenti come li mantieni i figli? E così via mille altri ragionamenti che portano come risultato il fatto che i figli vengano educati da quello che rimane: tv, amici, professori (che non sono lì per educare ma per insegnare).

La storia del genitore che si lamenta con gli insegnanti è una cosa davvero diffusa: ci sono persone che credono ciecamente ai figli, qualsiasi cosa dicano, altre che credono che i propri siano dei geni e tutti gli altri (insegnanti compresi) degli idioti, ma in fondo non li conoscono.

Io non do la colpa alla società o alla televisione, sto solo dicendo che in questo contesto in cui i genitori si impegnano sempre meno, la società ha un gioco facile nell'educare i bambini e ci riesce benissimo.
E purtroppo "vacanze di natale" è campione di incassi ogni anno e le suonerie si vendono a profusione.

La soluzione è impegnarsi ad educare, dare regole, ideali, valori. Se non glieli da il genitore il bambino se li va a cercare altrove e altrove è un postaccio per queste cose.
link | greenkey Wed, 23 Jul 2008 09:08:40 +0200 da web, Milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
intanto se disquisiamo sullo spot ha un messaggio sbagliato, non mi pronuncio invece sull'educare i figlioletti ... fra un po mi sposo ma ancora non ho pargoletti e quindi sarei troppo "vanesio" se direi la mia ;)
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 09:09:30 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
arghhhhh!!! se dicessi la mia ... volevo fare il fantastico ed invece ho dimostrato la mia asineria :)
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 09:10:07 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Se posso dire la mia, da genitore (ho un figlio di quasi 18 anni), non penso che la situazione sia semplice da decifrare.
Prima di tutto: non si nasce genitori, si nasce figli invece. Diventare genitore non è un processo naturale, non è mettere al mondo un altro essere umano che fa diventare genitori in modo automatico, quello è solo l'inizio di un iter che dura tutta la vita.
E in ultima analisi, e di questo bisogna rendersene conto, i figli in gran parte sono figli della vita, più di tanto non si può fare.
Molti genitori sono completamente inadatti a farlo e, mi spiace dirlo, sono per lo più quelli a partire dalla mia generazione. Forse perché, per tutta una serie di motivi, siamo noi stessi ancora molto "figli". La società ha una sua parte di responsabilità: nulla è uguale a se stesso, le cose sono già molto diverse da come erano dieci anni fa, da ogni direzione piovono stimoli su stimoli, a volte che spingono in direzioni opposte, e io posso pure capire che non sempre si hanno gli strumenti necessari per far fronte a tutto questo.
Il compito di maestri (metto questi per primi) e professori, non è quello di educare, ma di collaborare con le famiglie a farlo. Tra l'altro non bisogna dimenticare che molti di questi "educatori" sono esattamente come i genitori di cui sopra. Se dovessi raccontare quello che vedo tutti i giorni ci sarebbe da ridere (lavoro nella scuola).
La soluzione dove sta? Io credo debba venire dall'alto in una certa misura. Ci devono essere messaggi molto forti in questo senso da parte di tutti gli organi, quelli ufficiali, quelli non ufficiali, dai media, dal mondo dell'informazione, della politica, ecc. insomma dalla società tutta. Bisogna mettere in atto un rivoluzione culturale che, mi pare, non sia veramente desiderata da nessuno, se non da poche mosche bianche e queste da sole non possono fare la differenza (e non entro nel merito dei problemi della società occidentale tutta).
Buona giornata :)
link | Niki1601 Wed, 23 Jul 2008 09:16:13 +0200 da web, Ravenna - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Il compito di maestri (metto questi per primi) e professori, non è quello di educare, ma di collaborare con le famiglie a farlo.
su questa frase mi trovi daccordo ... lo vedevo e lo vedo con i bimbi in azione cattolica ed in oratorio.
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 09:20:44 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
i genitori forse sanno ancora educare, ma non lo fanno più. Semplicemente non lo fanno perchè non hanno tempo, devono lavorare, fare soldi, perchè altrimenti come li mantieni i figli?

Mi dispiace contraddirti. Sono cresciuta in una famiglia in cui lavorava solo mio padre. I miei genitori hanno messo al primo posto tra le cose da dare ai propri figli l'amore e poi le cose materiali. Certo avrò avuto qualche maglietta in meno, ma in compenso l'amore dei miei genitori. Credo sia più facile
link | crocchetta Wed, 23 Jul 2008 09:35:58 +0200 da web, milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@Niki1601
mi interessa molto il punto in cui dici
Bisogna mettere in atto un rivoluzione culturale che, mi pare, non sia veramente desiderata da nessuno, se non da poche mosche bianche e queste da sole non possono fare la differenza

Cosa intendi fare? Non posso pensare che non abbiamo possibilità di reagire...
link | greenkey Wed, 23 Jul 2008 09:47:41 +0200 da web, Milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
"Mi dispiace contraddirti. Sono cresciuta in una famiglia in cui lavorava solo mio padre. I miei genitori hanno messo al primo posto tra le cose da dare ai propri figli l'amore e poi le cose materiali."

A me dispiace contraddire te. Io non so quanti anni tu abbia, ma non credo proprio che le due situazioni, quella di ieri e quella di oggi, siano paragonabili. Qui non si tratta di avere una maglietta in meno. Diciamolo che ora con uno stipendio solo una famiglia non la tiri su, non con uno stipendio da impiegato medio, o da operaio specializzato, o quello che è. Bisogna per forza lavorare in due se si vuole garantire il necessario, e il necessario oggi è diverso da quello di vent'anni fa. Se giusto o sbagliato non saprei dirlo, è così, come dato di fatto.
link | Niki1601 Wed, 23 Jul 2008 09:49:18 +0200 da web, Ravenna - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@crocchetta
Eh si, evidentemente i tuoi genitori hanno dato le giuste priorità.
Ma non sono tutit così, un mio coetaneo l'altro giorno mi ha detto che "la cosa più importante sono i soldi", con questi presupposti (si veste bene, si è comprato il SUV, vuole comprarsi la moto...) l'educazione dei figli è veramente compromessa...
link | greenkey Wed, 23 Jul 2008 09:50:31 +0200 da web, Milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
è vero che i professori insegnano, ma un po' anche educano, almeno nel mio caso è stato così, proprio per il fatto che molto tempo i ragazzi lo passano a scuola. E' vero che devono collaborare con le famiglie, ma le famiglie non sono collaborative...

I genitori non hanno tempo mi suona tanto da scusa, eravamo presi con le bombe qualche decennio fa e l'educazione era comunque un valore fondamentale, adesso è un optional.

E' vero che lo spot ha un messaggio sbagliato, quello di cui vogliamo discutere un po' è: è giusto concentrarsi solo sul censurare gli spot scomodi o forse sarebbe meglio concentrarsi sulla famiglia e sull'educazione (che sia a scuola, a casa, in campeggio...)? sembra che la colpa sia solo dello spot.

"i figli sono figli della vita e più di tanto non si può fare" assolutamente no. L'educazione in famiglia è preponderante sulla formazione del ragazzo, non possiamo discolparci, mi ripeto, dicendo che sono frutto della vita, della società. Se perdi il controllo sui figli lasciando che trovino morale e valori vari fuori dal contesto famigliare e dalla tv, se non gli dai dei filtri opportuni significa che non lo stai educando bene.

Alcuni genitori danno la colpa alla società, altri al carattere del figlio "cosa vuoi è fatto così" oppure ritardano il momento in cui cominciare ad educare dicendo "è piccolo lascialo fare" senza rendersi conto che più vanno avanti meno riusciranno ad insegnargli qualcosa.
link | miketrevis Wed, 23 Jul 2008 09:50:45 +0200 da web - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@miketrevis:
E' vero che lo spot ha un messaggio sbagliato, quello di cui vogliamo discutere un po' è: è giusto concentrarsi solo sul censurare gli spot scomodi o forse sarebbe meglio concentrarsi sulla famiglia e sull'educazione (che sia a scuola, a casa, in campeggio...)? sembra che la colpa sia solo dello spot.


Lo spot è totalmente sbagliato nel suo messaggio ma qui ora si sta disquisende sull'educazione dei figli e lo spot (secondo me) non è tarato per questo (oltre ad avere un messaggio differente).

Penso che sia @crocchetta che @niki1601 abbiamo entrambe ragione semplicemente perchè nate in periodi storici diversi.

Che l'educazione sia una cosa sacrosanta è palese, che a volte si esagera in entrambi i casi anche, purtroppo da non papà non posso dire quali sono i pro ed i contro ... ma sicuramente da ragazzo di 30 anni posso dire che alcune, molte, i genitori sbagliano le proprie scelte perchè mettono i loro "desideri" davanti alle scelte ed i doveri che hanno verso i figlioletti.
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 10:00:29 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Ho 24 anni, mio padre aveva uno stipendio da operaio e quando ero al secondo anno di liceo la fabbrica per cui lavorava ha chiuso. Siamo rimasti con un mutuo da pagare e due figlie una al liceo e una all'università da mantenere. Penso che il punto non sia che il necessario oggi è diverso da quello di vent'anni fa, bensì quali sono i sacrifici che siamo disposti a fare. Le mie amiche andavano in vacanza nei villaggi ad agosto, io no, facendo il paragone con oggi potremmo dire che i ragazzini vogliono la psp come gli amici. Io oggi lavoro e posso permettermi di andare in giro x negozi a spendere abbastanza, certo ho aspettato i saldi, forse quando avrò dei figli non potrò + farlo. Mia mamma x esempio non si dava allo shopping preferiva comprare una cosa + necessaria x noi.
Non dico che sia giusto o sbagliato fare o meno i sacrifici, sicuramente non saà il tuo caso @Niki1601sono scelte che ogniuno è libero di fare, però bisogna stare attenti nel dire continuamente non si arriva alla fine del mese i tempi sono duri....
link | crocchetta Wed, 23 Jul 2008 10:09:41 +0200 da web, milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
concordo con crocchetta comunque
"Bisogna per forza lavorare in due se si vuole garantire il necessario"
il problema è proprio il necessario: per molti è il vestito di marca, per molti genitori è difficile fare dei sacrifici
link | miketrevis Wed, 23 Jul 2008 10:10:12 +0200 da web - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Rispondo a @miketrevis prima.
Quando dico che i figli sono anche figli della vita intendo dire una cosa ben precisa, ossia che dopo aver fatto per loro tutto quanto umanamente sia possibile come genitori, trasmettendo loro i valori e la "morale" (parola molto antipatica, ti dirò), la vita rimane loro. Ti faccio un esempio pratico: quante volte succede che in una famiglia ci sia un figlio assolutamente come si deve e uno totalmente scellerato? I genitori non sono gli stessi? E l'ambiente famigliare non è lo stesso? E i valori?
Il tempo manca di sicuro. E questo ovviamente comporta un impegno e una responsabilità ancora più grandi.

@tutti: permettetemi una domanda provocatoria: credo siate tutti in età da metter su famiglia, ne avete una? Avete figli? Perché non li fate? E' l'età ideale in fin dei conti...
Insomma quello che intendo dire è che la situazione è davvero complicata per tutti: per chi genitore lo è già e per chi non lo è ancora.

@greenkey: io quello che potevo fare l'ho fatto e continuo a farlo tutti i giorni, cominciando dal mio piccolo. Mio figlio l'ho avuto a 23 anni, facendo una scelta ben precisa e prendendomi tutte le mie responsabilità. Ho cercato di tirarlo su trasmettendogli quello che per me era giusto, i cosiddetti valori... Soprattutto ho cercato di formare uno "zoccolo duro" nella sua educazione, anche risultando a volte severa, ma sempre dando io per prima l'esempio, che secondo me è fondamentale... Non è stato facile credimi, non prima né dopo la separazione da suo papà.
Per fortuna io ho sempre avuto a disposizione gli strumenti di cui parlavo sopra: la mia famiglia, un lavoro, servizi sociali efficienti - nido, scuola materna, ecc. - la possibilità di trasmettergli anche una certa cultura al di là di ogni messaggio proveniente da veline e simili. Certo, mi ritengo anche molto fortunata...




link | Niki1601 Wed, 23 Jul 2008 10:15:25 +0200 da web, Ravenna - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@miketrevis non è per insistere, ma diventa difficile non fare i sacrifici con un solo stipendio da 1200 euro e una famiglia solo di tre persone... Che cosa conti di eliminare se non hai la casa di proprietà e devi farli mangiare tutti i giorni?
link | Niki1601 Wed, 23 Jul 2008 10:21:18 +0200 da web, Ravenna - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@niki1601: io e @crocchetta lo stiamo facendo, costruiamo la nostra famiglia :)

@tutti: i bisogni ovviamente cambiano in ogni periodo storico e logicamente la domanda è quella che ne è uscita in questo thread ... "quali e quanti sacrifici sono disposti a fare i genitori di oggi?"

Nessuno mette in dubbio la buona fede ed il non riuscire in una cosa ma ci si impegna realmente? ci si appassiona al figlio? alla sua educazione? alla sua crescita?

Mio cognato ad esempio non cambia il pannolino al figlioletto (ora ha 3 anni) ed hanno una bimba di quasi un anno e continua a non cambiarlo e la risposta di mia sorella è "ma a lui fa schifo la cacca" ... nessuno mette in dubbio la sua sensibilità ... ma ha provato? nel caso mia sorella stesse male chi cambia il pannolino ai piccoli? ... lui non lo fa!!!

Ovviamente è solo un esempio (purtroppo reale) che ci riporta alla domanda iniziale ... i sacrifici questi sconosciuti :)
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 10:56:04 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
@capobecchino e @crocchetta felicitazioni allora :)
Un abbraccio ad entrambi.

La domanda iniziale ha anche a che vedere con certe caratteristiche generazionali, come dicevo nel mio primo meme, in primis della mia generazione, ma questo credo sia un altro discorso. O no?
link | Niki1601 Wed, 23 Jul 2008 11:09:35 +0200 da web, Ravenna - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
Grazie per le felicitazioni.

Secondo me i sacrifici non hanno generazioni, si rapportano sempre alla società, è normale che se pensiamo alle cose che mi racconta la nonnina sembra un altro mondo.

Secondo me (e ne conosco tanti) i ragazzi di oggi, la mia età, sono cresciuti in modo diverso da quelli che mi racconta il mio papà.

Questo non è per forza una cosa cattiva anzi x certi versi è buona ed è giusta ma la maggioranza non ha ideali, vive alla giornata ed è questo che poi implica che ogni piccolo sacrificio si trasformi in un grande sacrificio.

Ad esempio la mia crocchettina ha problemini con il lavoro, abbiamo fatto 2 conticini ed abbiamo visto che per un periodo possiamo farcela con un semplice stipendiuccio ... ma l'abbiamo scelto insieme perchè ci rendiamo conto che da soli qui a Sesto ognuno dipende dall'altro ... viceversa ho degli amici che entrambi nun se cagano ed ogni cosa è fonte di litigio rimarcando sempre le colpe di scelte sbagliate.

La responsabilità in una coppia è qualcosa che è sacrosanta ed è questo che oggi non si è ancora capito ... almeno con le mie conoscenze ;)
link | capobecchino Wed, 23 Jul 2008 11:22:14 +0200 da web, Sesto San Giovanni - 1 risposta - condividi la tua risposta: entra
brambillina
@capobecchino Questo non è per forza una cosa cattiva anzi x certi versi è buona ed è giusta ma la maggioranza non ha ideali, vive alla giornata ed è questo che poi implica che ogni piccolo sacrificio si trasformi in un grande sacrificio.

Hai detto giusto non hanno ideali è quello il problema, questo per colpa della famiglia e della società.

I ragazzi d'oggi sono deboli, vogliono avere tutto (e subito), non hanno voglia di assumersi le responsabilità (tanto c'è papà e mamma), non sanno distinguere il giusto dallo sbagliato,non sanno in cosa credere e perchè credere.
Non sanno cos'è il sacrificio perchè oggi come oggi c'è TUTTO.

Io la penso così, la colpa è di TUTTI e più si andrà avanti, più sarà peggio.






link | kija07 Wed, 23 Jul 2008 13:13:59 +0200 da web, Milano - 0 risposte - condividi la tua risposta: entra
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