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mario zanutto , 59 - ASTI Sanremo IM.
mariozanutto : circa 1 anno fa
Penso che governare l’azienda Italia oggi sia un’impresa al limite dell’impossibile. Veniamo da cinquant’anni di sprechi, incapacità politica, finanziaria e miopia totale su tutti i livelli. A questo aggiungiamoci interessi privati, corruzione e ricerca solo del proprio tornaconto, i soliti furbi e furbetti che si sono garantiti per se e per il parentado un futuro più che roseo (e chi più ne ha più ne metta), agire che o poco o tanto ha sempre caratterizzato ogni legislatura dal dopo guerra ad oggi, è facile capire lo stato in cui realmente siamo. Ma quello che mi sconvolge non è tanto l’incapacità degli attuali fenomeni, ma l’assoluta mancanza di un’alternativa seria, credibile e capace. A mio modesto avviso esiste solo il vuoto assoluto, è per questo che mi rifugio nella mia fantasia e nell’illusione che quel mondo non esista.
da ASTI Sanremo IM. - 1 risposta
adrianomaini : circa 1 anno fa
da Bordighera (IM) - dettaglio
mariozanutto : circa 1 anno fa
Papà perche esiste il freddo?

Vedi figliolo il buon Dio aveva inventato e prodotto un fracco di piante, soprattutto perché ogni volta voleva realizzare qualcosa di diverso e di carino (sai come sono gli artisti ) o perché a volte interrotto dalla solita Eva, iniziava con un idea e finiva con realizzarne un’altra.
Ma per ritornare a noi, crea piante oggi, creane domani, il buon Dio si rese conto che involontariamente si era dato la classica zappa sui piedi da solo.
Le piante erano ornamentali e purificavano l’aria, ma bisognava innaffiarle, concimarle, disinfestarle, potarle e quante altre cose ancora.
Sì che chi doveva svolgere tutte queste operazioni era il buon Dio, ma anche lui si rese presto conto che da solo avrebbe rischiato lo sfinimento.
Inutile e impensabile chiedere aiuto ad Adamo, troppo impegnato a dare il nome agli animali e a modificarlo subito dopo perché ogni volta piagnucolando, la solita Eva facendo l’offesa perché esclusa dal compito, rimarcava che il nome era insignificante, troppo corto, troppo lungo, che nessuno sarebbe stato capace di ricordarselo, ripetendo all’infinito con la solita cantilena ” Ornitorinco, Armadillo, Upupa, come sei scarso Adamo ) ....
Allora il buon Dio ebbe un’idea “ quasi, quasi disse ridacchiando tra se e se essendo solo”, mi invento la pioggia ed evito di doverle innaffiare tutte le sere, poi mi invento il vento e risolvo il problema delle foglie e dei semi, poi siccome incominciano ad essere troppi e sparsi un po’ dovunque, mi invento il fuoco per eliminare tutti i cumuli di foglie e le cataste di rami secchi che esteticamente mi rovinano il “giardino terreste”.
Così il buon Dio passò dall’idea ai fatti, ma indovina chi ebbe da ridire e criticare sul tutto?
La solita Eva, la quale ospite del buon Dio incominciò: “ Non per criticare caro il mio buon Dio ma credimi, era meglio quando senza vento potevo tranquillamente pettinarmi senza essere spettinata da questa strana tua invenzione, sai che scocciatura andare dal parrucchiere e poi che dire dell’acqua che cade dalle nuvole, avevi già inventato i mari, oceani, i fiumi e ruscelli, le paludi e gli stagni, i laghi e le risorgive, secondo me tutta quest’acqua finirà per darci dei problemi oltre che reumatismi e accidenti vari, però sai sei tu il capo e i vice quel serafico di Adamo e ma me, non si chiede mai un parere”…..
“ Ma una cosa che proprio non capisco, caro buon Dio, è quella strana invenzione che brucia, fa fumo e riscalda terribilmente l’aria, non credi che faccia già abbastanza caldo, non vedi che giriamo mezzi nudi, non pensi che tutto quel calore possa creare problemi all’ozono, non ci pensi alle critiche degli ecologisti???????????“.
Il buon Dio non replicò, ma si rese conto che era meglio fare qualcosa, per evitare innanzitutto, ulteriori critiche e suggerimenti da parte di Eva.
E siccome (sempre il buon Dio) preferiva la rapidità alla sperimentazione, ma a ri-soprattutto perché, detto e fatto, evitava consigli, suggerimenti, e intromissioni di sorta non gradite e non richiesti da parte di chi ben sappiamo, invento il freddo ovviando in parte alle lamentele sopra citate.
Così gli uomini che prima vivevano in un’eterna primavera conobbero le stagioni e dovettero vestirsi ed accendere il fuoco nei camini, per mitigare il freddo inventato dal buon Dio per zittire la solita Eva.
da ASTI Sanremo IM.
Moemi
mariozanutto : circa 1 anno fa

Avviso ai naviganti " non faccio lo scrittore ma mi sono divertito a spiegare in maniera semplice alcune cose a dei bambini dell'oratorio (senza troppo annoiarli e senza prendermi troppo sul serio) i quali poi crescendo hanno imparato a scoprirne anche il lato serio sempre con la giusta ironia ed allegria.


Papà perché alcune persone sono citrulle?

Ricordi come inizio la creazione degli uomini?
Bene, devi sapere che dopo la cottura il buon Dio metteva le creature nei magazzini a raffreddarsi, questo in attesa di completare l’opera, dando loro successivamente anche il cervello con cui poter ragionare.
Questo benedetto cervello era una specie di sale, ( ancora oggi si dice sale in zucca come sinonimo del cervello), ma siccome nessuno aveva ancora inventato la bilancia ( essendo il buon Dio il solo a lavorare perché Adamo si trastullava con i suoi hobby ed Eva criticava ogni cosa e quindi era meglio non chiedere la sua collaborazione ) le dosi del succitato cervello variavano a seconda delle manciate prese e introdotte in ciascuna creatura.
Il tutto però filava liscio, tranne i pochi momenti in cui Eva, ospite del buon Dio, iniziava a sentenziare sull’aspetto fisico delle creature: “ questo gli hai fatto il naso storto, a questo i piedi piatti, a questo gli occhi storti, questo è troppo basso, questo troppo alto “ così il buon Dio preso dallo sconforto, tentava di porre rimedio alle critiche di Eva recampando la scusa che doveva assentarsi per motivi personali o perché doveva urgentemente presiedere riunioni varie.
In realtà il buon Dio si nascondeva dietro un cespuglio e quando, finalmente certo che Eva fosse andata via, rientrava nel magazzino di stoccaggio delle creature per riprendere il suo lavoro.
Purtroppo essendo il buon Dio andato via precipitosamente, e siccome non esistendo ancora matite, nastri o armamentari vari, ( pare che nessuno le avesse ancora inventate) e dato che quasi sempre per la fretta il buon Dio si scordava di mettere il segno alla creatura a cui aveva dato l’ultima manciata di cervello, capitava sovente che alcuni ne rimanessero senza e altri ne ricevessero una doppia razione.
Se poi a questo aggiungiamo il fatto di essere alle prime armi, il fatto che il sale secondo la provenienza è soggetto ora come allora a numerose e differenti variazioni, il fatto che la stanchezza ed altri fattori tipici del lavoro “ in catena di montaggio” possono giocare brutti scherzi, ( anche al buon Dio) inoltre, la materia prima usata era priva di controlli e….non trascuriamo che come puoi ben capire sia mutevole un materiale come il sale, difficile il suo stato di conservazione, soprattutto se subentrano fattori dovuti allo stoccaggio precario, e tutte le diverse varianti climatiche che inevitabilmente lo modificano se non sigillato, ma di questo parleremo in un altro capitolo.
da ASTI Sanremo IM.
Moemi
mariozanutto : circa 1 anno fa
Papà perché gli uomini hanno diversi colori della pelle?
Vedi figliolo, Dio dopo aver creato i prototipi Adamo ed Eva, essendo Dio e in quanto tale, capì sin da subito che era meglio arrangiarsi che avere a che fare con le donne.
Essendo però anche lui alle prime armi in cucina, dopo aver impastato con la terra argillosa l’uomo dovette cuocerlo dentro il forno, inoltre siccome lui (il buon Dio ) era abituato all’eternità e non aveva il contaminuti che ti avvisa quando sta per scadere il tempo di cottura, si arrangiava dando ogni tanto una sbirciatina, quindi un po’ inesperto, fece diversi tentativi.
Il primo gli riuscì poco cotto e molto chiaro, allora lo mise nei poli al fresco perché non si rovinasse, pensando di riprendere eventualmente la cottura in un secondo momento.
Il secondo gli riuscì un po’ giallognolo, con gli occhi bislacchi, per consolarsi il buon Dio pensò: “Tanto vedrai che questi non si moltiplicheranno, con quegli occhi figurati se trovano una compagna.“
Al terzo tentativo però si impegno al massimo, seguendo attentamente le fasi di cottura e le indicazioni di massima che gli aveva fornito un suo caro amico un certo Supermario52.
Dunque,come dicevamo il terzo tentativo gli riuscì un po’ più chiaro rispetto al colorito un po’ olivastro di Adamo e la cosa gli piacque tanto da decidere di iniziare la produzione in scala industriale, approfittando dell’assenza dei sindacati ed evitando in tal senso tutti i problemi che costoro avrebbero creato. ( soprattutto quelli della Cgil.)
Intanto Eva, la prima donna frutto dei prototipi iniziali, non finiva mai di “rompere” le scatole a chiunque incontrasse e siccome Dio l’aveva creata, se ne sentiva un po’responsabile ed in colpa nei confronti di Adamo, siccome ad onor del vero le genti erano poche e così Eva finiva per rompere le scatole sempre agli stessi, il Buon Dio ogni tanto la invitava a trascorrere un po’ di eternità con lui.
Eva come arrivava nella casa del buon Dio iniziava subito a parlare ed a criticare o il colore delle nuvole, o le onde del mare, o l’intensità del vento, o come era fatto quello o quell’altro animale, sino a che, sull’orlo di una crisi, il buon Dio per non fulminarla la rimandava da Adamo.
Un giorno mentre il buon Dio proseguiva i suoi esperimenti di cottura, arrivò Eva piangendo ed urlando; aveva per l’ennesima volta bisticciato con Adamo, pare per via di una mela.
Sulle prime Dio non ci diede peso (anche perché sapendo quanto era pesante da sopportare) tra strilli, singhiozzi, sbiascicamenti vari non riusciva molto ad inquadrare il problema, ma per non essere scortese, essendo il buon Dio, stava comunque ad ascoltala dimenticandosi così della creatura che aveva in fase di cottura.
Ad un certo punto vide uscire del fumo, precipitosamente sforno la creatura evidentemente stracotta, con un colorito nerastro ed i capelli tutti arricciati e fumanti. Vide però che nonostante tutto aveva il suo fascino, sopratutto se mischiata con tutto quel bianco finora sfornato, a suo divino giudizio stava bene e come si suol dire “spezzava un po’ “ interrompendo piacevolmente tutta quella precedente monotonia cromatica.
Questa è l’origine delle razze e dei coloriti della pelle come appare dai racconti dei libri della proto genesi scoperti nelle grotte di “Aminunsodovesia” e tradotti dal famoso esegeta analfabeta m.zzz.52
da ASTI Sanremo IM. - 1 risposta
Moemi
capobecchino : circa 1 anno fa
ha ha ha ... troppo carina
da Sesto San Giovanni, IT - dettaglio
mariozanutto : circa 1 anno fa
L'orgoglio si puo' anche mettere da parte, ma la dignita' non si perde per niente e per nessuno . . .
- 8 risposte
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capobecchino : circa 1 anno fa
Lo conosci?
da Sesto San Giovanni, IT - dettaglio
adrianomaini : circa 1 anno fa
solo un po' ... Scherzo: é un caro amico di Sanremo e forse l'ho convinto io a entrare in meemilandia!
da Bordighera (IM) - dettaglio
gazanea : circa 1 anno fa
da Mestre (Ve) - dettaglio
mariozanutto : circa 1 anno fa
Libera interpretazione della leggenda di Jonathan, l'albatros che non sapeva volare.



Jonathan era un grosso e goffo albatros lasciato dai suoi genitori su una piccolissima isola semideserta. Vedeva volare intorno a se molti uccelli che progressivamente sparivano all’orizzonte. Anche lui sognando la libertà desiderava volare, immaginando il paradiso che sicuramente si prospettava oltre l’orizzonte, oltre la sua piccola isola. Ma ogni volta il suo corpo goffo e la sua mole gli ricordavano che per alzarsi da terra e spiccare il volo, bisognava essere fatti in un'altra maniera, snelli e agili come i gabbiani, snelli e agili come tutti gli uccelli che liberi vedeva volare nel cielo. Jonathan viveva sulla sua isola priva di spazi piani, piena di sassi e rocce, che da sempre però lo aveva protetto da ogni pericolo. La sua voglia di volare tuttavia era talmente grande, il suo desiderio di alzarsi e libero sparire all’orizzonte era talmente forte ed ogni giorno più prepotente, che Jonathan decise di provare anche lui ad alzarsi in volo. Incominciò così, ogni giorno senza scoraggiarsi per gli insuccessi i sui tentativi di volo, tentando ogni volta di realizzare il suo sogno ed ogni volta, alla fine della giornata, si riprometteva che domani, ……domani sarebbe sicuramente stato il giorno decisivo, che finalmente anche lui avrebbe gustato la libertà del cielo e si sarebbe anche lui, come gli altri uccelli, avviato verso l’orizzonte dove tutti si dirigevano.
Ogni giorno però prendeva la rincorsa, sbatteva le ali e inevitabilmente finiva a terra o in mare; ogni sera progettava come, il giorno seguente, avrebbe impostato i suoi tentativi di volo. Ma un bel giorno sentì dentro di sé che il desiderio era talmente forte, sicuramente più forte di tutte le altre volte, sicuramente più determinante; Jonathan allora guardò come se fosse l’ultima volta la sua piccola isola, grato perché lo aveva protetto dal vento, dalle burrasche, dalle sue paure e certezze consolidate infondendogli sicurezza e protezione, ma che gli aveva anche reso più difficile il tentativo di alzarsi in volo. Quel giorno, presa la rincorsa Jonathan scese come tutti i giorni correndo lungo il pendio che finiva nel mare, man mano che scendeva la sua voglia di libertà e di volare cresceva, man mano sentiva la schiuma delle onde sempre più vicina, man mano sentiva che sarebbe stata la volta buona, che questa volta non sarebbe finito per terra o in mare come tutte le altre volte. Arrivato in fondo al suo solito percorso, questa volta successe ciò che aveva sempre sperato. Pian piano Jonathan si alzò in volo, prima di pochi centimetri quasi a sfiorare le onde, poi sempre di più, sempre più in alto, sempre più libero nello spazio del cielo, sempre più vicino a quell’orizzonte che aveva sempre sognato. m.z.
da ASTI Sanremo IM. - 1 risposta
adrianomaini : circa 1 anno fa
da Bordighera (IM) - dettaglio