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Fosco Del Nero , 33
foscodelnero : about 3 years ago
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Titolo: Sai leggere nel pensiero? - Come riuscirci o almeno provarci (Esp).
Argomenti: esp, mente, medianità.
Autore: Andy Boot.
Editore: Sperling & Kupfer.
Anno: 1998.
Voto: 6.5.


Libriccino interessante questo Sai leggere nel pensiero?
E' curioso il fatto che esso faccia parte di una collana palesemente dedicata all'adolescenza (bassa, persino), tanto nella confezione del prodotto quanto nel linguaggio utilizzato (soprattutto in copertina e in quarta pagina), mentre i temi trattati in questo libro e negli altri della collana sarebbero tutt'altro che infantili.
Probabilmente, dunque, si è voluto realizzare un testo "introduttivo" a tali argomenti di confine, indirizzato ai giovanissimi o comunque ai neofiti del settore.

Molto bene, vediamo allo quali sono gli argomenti di questo Sai leggere nel pensiero?, scritto da Andy Boot.
Sono tanti, dalla telepatia alla psicometria, dalla rabdomanzia alla psicocinesi, dalla chiaroveggenza alla precognizione onirica, etc.
Con così tanta carne al fuoco, è evidente che la trattazione (peraltro non lunga) non possa essere che superciale, cosa comunque in perfetta coerenza con il target del libro, che si mantiene sempre semplice e discorsivo.

Se tuttavia non vi sono grandi approfondimenti, il testo risulta comunque interessante, e porta anche qualche esempio reale, da Rupert Sheldrake ad Anton Mesmer a Nella Jones.
Inoltre, sono indicati anche dei semplici esercizi per testare e allenare le varie capacità.

In sostanza, Sai leggere nel pensiero? è un testo scorrevole, chiaro e simpatico, che, pur essendo indirizzato a un target demograficamente basso, è facile che invece piaccia al lettore più maturo e dalla mente aperta.

Fosco Del Nero

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foscodelnero : about 3 years ago
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foscodelnero : about 3 years ago
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Devo necessariamente premettere di essere un fan di Terry Prachett, il creatore della fortunata serie di Discworld (in italiano Il Mondo del Disco), che ha ispirato, tra le altre cose, il videogioco che da ragazzino me lo fece conoscere.

Oltre che un mio romanzo in attesa di pubblicazione (nello stile più che nella struttura del mondo).
Ma sorvoliamo su queste vicende personali.

I libri che compongono la serie di Discworld sono ormai più di 30, tanto è il successo che lo scrittore britannico ha avuto in tutto il mondo... ma, come sempre, non in Italia, in cui è stampato (mi hanno rivelato fonti autorevoli), più per la passione di un importante personaggio dell'editoria che per le vendite che effettivamente Pratchett assicura.

Ma veniamo ad A me le guardie!.
Non si tratta quindi del primo romanzo della serie, nè del più bello: per avere un assaggio di Pratchett meglio iniziare dalla sua prima opera, Il colore della magia, in cui tra l'altro viene spiegata la natura del Mondo del Disco, che qua viene ormai data per scontata.

La trama è semplice: un ragazzone chiamato Carota, una volta raggiunta l'età e la statura adulta di 2 metri e 10 centimetri, inizia a dubitare di appartenere al popolo dei nani, tra cui è cresciuto.
Inizia allora un viaggio per il mondo, e giunge nella città di Ankh-Morpork, nella quale si arruola nelle Guardie, un assai poco glorioso corpo di milizie cittadine.
Ne seguono vivaci e divertenti aventure, sempre all'insegna dell'ironia.

E questa è la cosa che più si apprezza di Pratchett: l'ironia, che, abbinata alla capacità di imbastire le storie più originali e interessanti, ne fa un scrittore di livello.
Naturalmente, mi rendo conto che il genere letterario è un po' spurio, e non è detto che piaccia a tutti, ma io lo trovo veramente irresistibile, giusto mix tra umorismo e satira.

Fosco Del Nero

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Titolo: A me le guardie! (Guards! Guards!)
Scrittore: Terry Pratchett.
Genere: fantasy, umoristico.
Editore: Tea.
Anno: 1989.
Voto: 7.

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foscodelnero : about 3 years ago
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Titolo: Phenomena (Phenomena).
Genere: thriller, horror.
Regista: Dario Argento.
Attori: Jennifer Connelly, Donald Pleasence, Daria Nicolodi, Dalila Di Lazzaro, Fiore Argento, Fulvio Mingozzi, Federica Mastroianni, Patrick Bauchau, Mario Donatone, Fiorenza Tessari, Marta Biuso.
Anno: 1985.
Voto: 5.



Non sono un grande fan di Dario Argento, sebbene sia un appassionato di film horror (più in passato, in realtà)… ho comunque avviato Phenomena, suo noto film del 1985, con la speranza di dovermi ricredere sul regista italiano.

Purtroppo, però, non c’è stato niente da fare: Phenomena non mi è piaciuto per niente.

E questo nonostante la sua protagonista fosse una delle mie attrici preferite: Jennifer Connelly (Labyrinth - Dove tutto è possibile, Dark City, Requiem for a dream, A beautiful mind), protagonista di uno di film più belli di tutti i tempi, non a caso considerato un film culto: Labyrinth.

In questo Phenomena, Jennifer Connelly interpreta Jennifer Corvino (cambiare il nome di più di due lettere no?), spedita dal padre Paul Corvino, noto attore, in un rinomato collegio della Svizzera.

Peccato che in questo collegio inizino a sparire ragazze… e che gli attacchi di sonnambulismo di Jennifer la portino sempre in posti poco opportuni (per esempio sul luogo di un delitto durante il suo svolgimento).

Aggiungiamoci il bizzarro rapporto della ragazza con gli insetti, che sembrano volerla proteggere, e il piatto è servito.

L’entomologo John McGregor aiuterà la giovane a capirci qualcosa di più… anche se alla fine sarà la di lui scimmia a “risolvere” definitivamente il caso.

Nulla di che, devo dire: qualche allusione a un cattivissimo serial killer, qualche scena di sangue, qualche inseguimento, qualche bizzarria (gli insetti, il bambino mostruoso).

Nulla di sufficiente a far dire che si tratti di un ottimo horror.
Nemmeno buono.
E nemmeno horror a dire il vero, giacché tecnicamente trattasi di un thriller con una sola venatura di mistero (il rapporto Jennifer-insetti).

Insomma, questo film di Dario Argento a mio avviso è di molto sopravvalutato.

Fosco Del Nero

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foscodelnero : about 3 years ago
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Uno di quei libri che ti fanno capire, semmai ce ne fosse bisogno, che non solo la comprensione umana della realtà delle cose è assai limitata, ma che persino la conoscenza del nostro passato ci è per larga parte oscura.

Wilson (che, incredibilmentre, ho visto da poco ospite in una trasmissione di una televisione della mia regione, Videolina) prende le mosse dalla datazione della Sfinge, che molti egittologi datano nel 2500 circa per via di una lapide trovata nei dintorni.

Le analisi cui è stata sottoposta la stessa Sfinge, tuttavia, mostrano che essa, a differenza delle Piramidi, è stata soggetta all'erosione dell'acqua... bisognerebbe dunque tornare indietro, e molto, a un periodo geologicamente compatibile...
Ma allora manca all'appello una civiltà, per l'appunto quella che avrebbe costruito la Sfinge, e magari la medesima da cui gli egizi avrebbero assunto le loro conoscenze relative al cielo (è noto che conoscessero nel dettaglio, per esempio, la posizione di alcune stelle che solo in tempi recenti sono state studiate con precisione) e magari anche alcuni principi achitettonici.

Il testo di Wilson è assolutamente denso di ipotesi e dettagliatamente argomentato, tramite l'ausilio di una ricca documentazione e di riferimenti bibliografici.
La trattazione non si ferma alla sola Sfinge, ma anzi procede molto oltre: dalle civiltà precolombiane americane alla celeberrima Atlantide.

Il materiale concettuale di cui si parla è vastissimo: per darne un esempio, cito un fatto tra i tanti.
Sono stati scoperti dei portolani (mappe delle coste dovute alla navigazione di esploratori) antichissimi che ricostruiscono il perimetro dell'Antartide, comprensivo di promontori, foreste e fiumi!

Va da sé che tali mappe non possono essere state realizzate dall'uomo moderno, visto che da che la conosciamo noi l'Antartide è sempre stata ricoperta dai ghiacci, mentre possono essere state realizzate solamente in tempi assai antichi, quando per l'appunto i ghiacci non vi erano e il continente era abitabile.

L'assonanza tra Antartide e Atlantide è molto facile... e l'ipotesi che ne deriva è proprio quella di una grande civiltà, spazzata via da qualche disastro naturale di proporzioni mondiali (che la scienza moderna assume sempre più essere fenomeno ciclico sul pianeta).
Questo spiegherebbe anche alcune somiglianze culturali e architettoniche tra la zona egiziana-vicino orientale e quella sudamericana, altrimenti irraggiungibili.

Ma il mio riassunto è assai precario e incompleto: Da Atlantide alla Sfinge è veramente stracolmo di spunti interessanti, e nel suo ampio respiro passa da Coral Castle * agli sciamani, dalla natura del cervello all'uomo di Neanderthal.
Un libro straconsigliato, dunque.

Fosco Del Nero

* Solo questa storia meriterebbe degli studi a parte: Coral Castle è un piccolo castello che un uomo lituano, tale Edward Leedskalnin, ha costruito nel 1920 a Homestead, in Florida, in onore della ragazza di cui era innamorato.
La cosa divertente è che lo ha costruito tutto da solo, senza l'ausilio di strumenti particolari, spostando rocce di una sorta di granito del peso di diverse di tonnellate e collocate con precisione millimetrica.

In più, a un certo punto, non soddisfatto del luogo in cui lo aveva edificato, lo trasportò da un'altra parte distante chilometri nel giro di una notte e senza che nessuno se ne accorse!
Edward Leedskalnin, che conobbe e frequentò Nikola Tesla (fatto che da solo basterebbe a mettere la pulce nell'orecchio: si dica solo che Tesla è colui cui dobbiamo elettricità, radio, cellulari e televisioni, e che sosteneva di essere in contatto con altre dimensioni e altre razze), disse che conosceva il segreto delle antiche piramidi egizie, che aveva applicato questa conoscenza nella costruzione di Coral Castle e che un giorno l'uomo avrebbe imparato a spostare gli oggetti come faceva lui.

Le ipotesi più accreditate sul sistema da lui utilizzato sono il magnetismo, l'antigravità e la griglia magnetica del pianeta. Ma il suo segreto è morto con lui.

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Titolo: Da Atlantide alla Sfinge (From Atlantis to the Sphinx).
Scritore: Colin Wilson.
Genere: storiografia.
Editore: Macrolibrarsi.
Anno: 1996.
Voto: 7.

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foscodelnero : about 3 years ago
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Contatti Msn

Contattimsn è la prima community di contatti msn.
Il portale conta più di 60.000 iscritti in tutta Italia, ragazzi e ragazze che hanno deciso di condividere il propri contatti msn per stringere nuove amicizie e per effettuare incontri con gli altri membri del sito.

Si tratta di una comunità molto vivace, in cui spesso si organizzano eventi e serate in importanti locali e discoteche italiane, al fine di rendere reali le conoscenze nate come virtuali.

Il sito offre le tipiche funzioni dei siti di dating online: si può creare un profilo, inviare foto, effettuare ricerche tra le persone del sesso opposto, votare i profili e le foto altrui, etc.

Da segnalare un cospicuo numero di sezioni extra: download di avatar ed emoticon messenger, sala giochi, forum, video chat, ultimi iscritti e utilità varie.

Il sito è nato in modo completamente amatoriale e tuttavia col tempo sta crescendo.

Vantaggi:
- portale gratuito
- se già usi messenger, potrebbe essere un’opzione interessante

Svantaggi:
- non molti iscritti
- grafica migliorabile

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foscodelnero : about 3 years ago
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Titolo: Leadership e autoinganno (Leadership e self-deception).
Autore: Istituto Arbinger.
Argomenti: psicologia, management, comunicazione.
Editore: Piccin Nuova Libraria.
Anno: 2002.
Voto: 7.


Chiariamo per prima cosa la bizzarria dell'assenza di un autore preciso: l'Istituto Arbinger è una società di consulenza in ambito manageriale-direzionale-formazione delle risorse umane che si occupa, tra le altre cose, di suggerire miglioramenti per la vita organizzativa e lavorativa nei vari contesti professionali.


In particolare, questo Leadership e autoinganno si propone di introdurre il suo lettore a una nuova visione del pensiero organizzativo, mostrando come tutti i problemi che sembrano impedire alle organizzazioni di raggiungere i propri obiettivi siano in realtà il risultato di un problema poco conosciuto, definito per l'appunto autoinganno.

La metafora che viene utilizzata nel testo è quella della scatola, all'interno della quale sono imprigionate le persone che hanno un problema che non riescono a risolvere.
Non ci riescono, molto semplicemente, perchè stando nella scatola non vedono ciò che sta fuori.
Nell organizzazioni umane (famiglia, lavoro, sport) vi sarebbe, poi, una proliferazione di "scatole" personali, con successiva proliferazione di problemi, che naturalmente da problemi individuali diventano problemi di gruppo.

Secondo Leadership e autoinganno, però, è possibile risolvere il problema, capendo perchè si è entrati nella scatola e perchè conviene uscirne.
Il testo si propone proprio questo: spiegare cosa sia l'autoinganno, ma soprattutto come si può "uscire dalla scatola".

Il testo, tanto curato quanto nei contenuti quanto nell'estetica, è in sostanza una storia allegorica scorrevole e persino divertente, che illustra il suddetto principio dell'autoinganno.
Personalmente, l'ho trovato piacevole e utile, da cui la valutazione positiva. In particolare, la sua lettura potrebbe risultare proficua per coloro che avessero a che fare con dei contesti lavorativi con un forte contenuto organizzativo e relazionale.
Ma comunque lo suggerisco in generale: non a caso, negli Usa ha riscosso un grandissimo successo, tanto da essere inserito nel materiale formativo di molte aziende.

Fosco Del Nero

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foscodelnero : about 3 years ago
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Titolo: Lezioni di felicità (Odette Toulemonde).
Genere: commedia, sentimentale.
Regsta: Eric-Emmanuel Schmitt.
Attori: Catherine Frot, Albert Dupontel, Jacques Weber, Fabrice Murgia, Nina Drecq, Camille Japy, Alain Doutey, Julien Frison.
Anno: 2006.
Voto: 7.


Lezioni di felicità è un film piuttosto gradevole, che, come recita il titolo, dovrebbe costituire una sorta di manifesto della felicità e dell'allegria al di là delle avversità delle difficoltà della vita.

E di difficoltà la quarantenne Odette Toulemonde ne ha avute: marito morto da dieci anni; due figli da crescere, di cui il maschio gay e la femmina meno assai femminile del fratello; il ragazzo della figlia, moderno uomo delle caverne, che vive con loro; un lavoro sottopagato da impiegata all'interno di un centro commerciale in cui regnano pettegolezzo e cattiveria.
La sua gioia principale, oltre a farsi fare unghie e capelli dal figlio gay, leggere i romanzi dello scrittore parigino Balthazar Balsan, di cui è follemente innamorata.

Guarda caso, la vivace quarantenne incontrerà proprio il suddetto scrittore, e guarda caso proprio in un momento di crisi di quest'ultimo, durante il quale avrà bisogno di una spalla amica.

Non svelo cossa succede più avanti, per quanto non sia di difficile immaginazione; in effetti gli sviluppi della trama si intuiscono dopo pochi minuti di proiezione... ma il punto forte del film non è tanto l'originalità dell'intreccio (ossia il cosa), quanto il modo in cui esso è rappresentato (ossia il come).

E il come è un come fatto di scene immaginifiche, di canzoni ballate e cantate in stile musical (i pezzi di Josephine Baker si rivelano azzeccatissimi), di bizzarri personaggi (come i vicini di casa scambisti), di poster che ogni sera prima di andare a dormire si animano e così via.

Insomma, per farla breve Odette Toulemonde è un mix tra Amelie Poulin e Mary Poppins.
In effetti, il film, esordio cinematografico del pluripremiato drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt, pare proprio una sorta di erede spirituale de Il favoloso mondo di Amelie.

Difetti?
Sì: a mio avviso, la pur brava Catherine Frot (già vista nello strepitoso La cena dei cretini
di Francis Veber) non era l'attrice ideale per caratterizzare il personaggio di Odette, mentre il personaggo più riuscito pare il di lei figlio gay.

Siamo comunque di fronte a un buon prodotto cinematografico, che per di più si fa portatore di allegria e sentimenti positivi, motivo di più per visionarlo.

Fosco Del Nero

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foscodelnero : about 3 years ago
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Oggi ci occupiamo di finanziamenti, prestiti e simili.

Parliamo dunque del tema che probabilmente interessa più di tutti, per una serie di motivi non necessariamente positivi (soprattutto per il consumatore).

Il periodo è piuttosto grigio, la gente ha pochi soldi in tasca e oramai, per praticamente qualsiasi acquisto, si deve ricorrere appunto ad un prestito. Tra poco occorrerà anche per il pieno alla macchina, ma questo è un altro discorso.

Inutile dire che istituti di credito e finanziarie varie tastano il polso della situazione meglio di chiunque altro, e infatti si assiste a un bombardamento mediatico non indifferente.
Gli istituti sanno perfettamente che le difficoltà degli italiani attualmente sono numerose, ma, per il consumatore, incappare in un rifiuto della richiesta di prestito è frequente.

Perché?

In linea di principio io banca ti presto una certa somma di denaro che tu mi renderai con gli interessi, perché io sto rischiando nel prestarti soldi miei, e perché devo anche (e soprattutto) vivere (e bene).
A condizione però che tu mi dimostri che hai un reddito tale da poter onorare il tuo debito, e che tu non sia un cattivo pagatore.

Ecco, quante pubblicità avete visto con la scritta: “finanziamenti anche se protestati”, o cose simili?
In realtà non è così semplice.

Ora, quando un privato ha difficoltà a restituire il prestito erogatogli e accumula ritardi, succede che il suo nominativo viene inserito in un apposito elenco, cosiddetto “cattivi pagatori”.

Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora essi risultino completamente saldati), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.
Queste Centrali Rischi conservano i dati anagrafici relativi a chiunque abbia avuto accesso ad un finanziamento, compresa la regolarità o meno nel pagamento.

Quando veniamo segnalati come cattivi pagatori, rimaniamo iscritti in questi registri… ma per quanto tempo?

Per poter vedere la propria “fedina penale” immacolata, occorre ovviamente estinguere il debito pregresso.
Ma questo non è sufficiente.

L'informazione sul ritardo nel pagamento viene cancellata decorsi i tempi fissati dalla legge, ovvero:
- dopo 1 anno dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo non supera le 2 rate (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi);
- dopo 2 anni dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo supera le 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi).

Questo significa che occorre diffidare di chi promette fantomatiche cancellazioni di segnalazioni, perché se la situazione non si è regolarizzata e non son decorsi i termini, NON si può cancellare la segnalazione.

E poi, un prestito a un segnalato si può comunque fare sotto altre forme, specie se si è dipendenti, e non è nulla di speciale.
Dunque non fatevi strozzare col pretesto che, essendo cattivi pagatori, si son dovuti fare “miracoli” per farvi ottenere dei soldi.

E, punto fondamentale, non apponete mai uno straccio di firma finché non avete sotto il naso non quanto vi viene dato, ma quanto dovrete restituire.
Non accettate al buio, solo perché apparentemente vi stanno dando dei soldi che vi servono, perché questi andranno rimborsati, e profumatamente anche (assicuratevi quindi che sia davvero un prestito conveniente, fosse anche un piccolo prestito).

Le volte prossime vedremo i diversi tipi di finanziamenti, quali i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di essi.

Beniamino Stovini

www.assicurazionimutuiprestiti.blogspot.com
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Il periodo è piuttosto grigio, la gente ha pochi soldi in tasca e oramai, per praticamente qualsiasi acquisto, si deve ricorrere appunto ad un prestito. Tra poco occorrerà anche per il pieno alla macchina, ma questo è un altro discorso.

Inutile dire che istituti di credito e finanziarie varie tastano il polso della situazione meglio di chiunque altro, e infatti si assiste a un bombardamento mediatico non indifferente.
Gli istituti sanno perfettamente che le difficoltà degli italiani attualmente sono numerose, ma, per il consumatore, incappare in un rifiuto della richiesta di prestito è frequente.

Perché?

In linea di principio io banca ti presto una certa somma di denaro che tu mi renderai con gli interessi, perché io sto rischiando nel prestarti soldi miei, e perché devo anche (e soprattutto) vivere (e bene).
A condizione però che tu mi dimostri che hai un reddito tale da poter onorare il tuo debito, e che tu non sia un cattivo pagatore.

Ecco, quante pubblicità avete visto con la scritta: “finanziamenti anche se protestati”, o cose simili?
In realtà non è così semplice.

Ora, quando un privato ha difficoltà a restituire il prestito erogatogli e accumula ritardi, succede che il suo nominativo viene inserito in un apposito elenco, cosiddetto “cattivi pagatori”.

Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora essi risultino completamente saldati), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.
Queste Centrali Rischi conservano i dati anagrafici relativi a chiunque abbia avuto accesso ad un finanziamento, compresa la regolarità o meno nel pagamento.

Quando veniamo segnalati come cattivi pagatori, rimaniamo iscritti in questi registri… ma per quanto tempo?

Per poter vedere la propria “fedina penale” immacolata, occorre ovviamente estinguere il debito pregresso.
Ma questo non è sufficiente.

L'informazione sul ritardo nel pagamento viene cancellata decorsi i tempi fissati dalla legge, ovvero:
- dopo 1 anno dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo non supera le 2 rate (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi);
- dopo 2 anni dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo supera le 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi).

Questo significa che occorre diffidare di chi promette fantomatiche cancellazioni di segnalazioni, perché se la situazione non si è regolarizzata e non son decorsi i termini, NON si può cancellare la segnalazione.

E poi, un prestito a un segnalato si può comunque fare sotto altre forme, specie se si è dipendenti, e non è nulla di speciale.
Dunque non fatevi strozzare col pretesto che, essendo cattivi pagatori, si son dovuti fare “miracoli” per farvi ottenere dei soldi.

E, punto fondamentale, non apponete mai uno straccio di firma finché non avete sotto il naso non quanto vi viene dato, ma quanto dovrete restituire.
Non accettate al buio, solo perché apparentemente vi stanno dando dei soldi che vi servono, perché questi andranno rimborsati, e profumatamente anche (assicuratevi quindi che sia davvero un prestito conveniente, fosse anche un piccolo prestito).

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