Egregia Dott.ssa MONICA CHITTO'
Buongiorno,
sono una giovane madre e abito in via Tevere 31, nel quartiere denominato Pelucca. Circa quattro anni fa mi sono trasferita da Napoli a Milano per motivi di lavoro. Abitavo sempre qui a Sesto San Giovanni, in zona comune.
In quel periodo pensavo che Sesto era una bella città, ben servita dai mezzi pubblici, con molti spazi verdi, pulita, sicura, ordinata.
Decisi così di acquistare casa qui con mio marito. Ovviamente il nostro budjet non ci ha permesso di restare in centro.
Purtroppo avevamo la pretesa di volere una casa con una cucina nella quale ci potessero entrare almeno due persone e un bagno che avesse una finestra. Il nostro piccolo budget ci ha permesso di comprare casa nel quartiere della Pelucca.
L'anno scorso è nato mio figlio. Ad oggi ha compiuto un anno. Io ho dovuto lasciare il lavoro perchè il mio stipendio non mi permetteva di pagare l'elevata retta del nido.
Ad oggi mi ritrovo spesso ad uscire sola con mio figlio per le strade del mio quartiere, dove purtroppo devo sempre camminare tra gli zingari, o devo scendere dal marciapiede con il passeggino e rischiare camminando in strada per evitare di passare tra persone ubriache con bottiglie di vetro in mano che gridano.
Non possiamo andare al parco quando vogliamo, perchè è diventato di proprietà degli zingari, possiamo farlo solo nelle ore in cui è affollato ad altre persone "come noi".
La mia ultima frase le offre il la per accusarmi di essere una persona razzista, senza cuore, e soprattutto poco tollerante.
Non sono una persona che si scandalizza per poco, sono nata a Napoli, dove impari a dire che è normale ciò che non dovrebbe esserlo. Ho deciso di cambiare città e offrire un futuro migliore a mio figlio, ma devo constatare che se non sei ricco non puoi averlo un futuro migliore.
Se non sei ricco non puoi abitare nei quartieri "per bene" di Sesto, si proprio in quei quartieri dove regna la tolleranza, l'amore per lo straniero, le persone rom, se il termine zingaro potrebbe risultare discriminante, che però confinate nelle periferie della città.
Data la tolleranza che regna nella strade del centro di Sesto tolleranti non avrà nulla in contrario se io da domani con una tenda mi accampassi sotto il comune e iniziassi a lasciare bottiglie di vetro in giro, oppure ad usare la strada come servizio igienico, perchè tanto siete tutti molto tolleranti e chi non paga le tasse ha diritto a sporcare, a usare i mezzi pubblici e a ledere la libertà di coloro che le pagano, ma che non hanno ancora capito che non ne vale la pena.
Concludo la mia lettera, alla quale forse riceverò una risposta, solo se la pubblicherò su tutti i social network più disparati e se magari qualche folle giornalista la riporterà in qualche suo articolo.
Faccio un augurio a lei e alla sua giunta, che un giorno possiate abitare e lavorare in un quartiere come la Pelucca, solo allora capirete cosa significa essere cittadini dell'altra Sesto, si perchè di Sesto San Giovanni ce ne sono due: la prima "bella e pulita" quella delle persone ricche, la "seconda" quella delle persone con un basso reddito che abitano in periferia.
Cordiali saluti.
Carla Rugiero, una cittadina della "seconda Sesto"