ISSO: ovvero Pino Daniele, Friends&Enemies. Piazza del Plebiscito fu culla del successo dell’uomo in blues nel 1980 quando ragazzo spettinato e furente urlò «I’ so pazz’» davanti a 200 mila persone. Ieri c’erano 30 mila paganti, ma intorno un mare di speranza si aggrappava alla musica per uscire dal devastante effetto spazzatura. Isso, Pino, da sempre di sinistra e tumultuoso, è tornato bandiera d’orgoglio napoletano. L’emergenza e le maggioranze dissonanti fra Roma e Napoli lo hanno condotto, come un consumato politico, a stringere accordi spericolati per portare a termine l’impresa. Si rischiava di non andare in scena, dopo l’annuncio del concerto al San Paolo senza averlo nemmeno chiesto (e il patron del Napoli ha detto no); poi è stato rifiutato anche l’ippodromo. Infuriavano i falò della spazzatura: «Nessuno ci dava retta». E’ spuntata la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, hanno parlato di una campagna a favore della differenziata; si è svegliato il Comune; e Isso, Bassolino? «Non ha fatto la sua parte, avrà aiutato nell’ombra. Ma era nel marasma totale», giustifica Pino; nella notte l’assessore alla Cultura del Comune, Oddati, ha voluto replicare: «Lui ce l’ha con noi, noi con lui, abbiamo fatto di tutto, ma lui si è venduto al potere corrente per un piatto di lenticchie». Però l’organizzatore Salzano ribatte: «Abbiamo pagato tutto noi, piazza compresa». Il marasma, come si vede, continua.