thanks you
@contezero74 conoscere le cose da chi è addentro riesce sempre chiarire un po' di cose...
riflessione:
perché se è una riforma che non tocca gli studenti, questi sono incazzati?
Che questa riforma toccasse soprattutto i ricercatori nella mia uni era chiaro l'anno scorso, in modo particolare quelli attuali a tempo indeterminato per i quali, qui chiedo conferma, la riforma non prevede
niente, "moriranno" così con l'attuale contratto dopo anni e anni di servizio docenza. Per i nuovi ricercatori se l'uni non ha soldi non può mantenerli oltre 3+3 anni.
Uscendo dal lato economico ed entrando nel lato gestione (per quanto ne so) si apre il Cda dell'uni all'ingresso di 2 membri provenienti da società private che quindi influenzeranno decisioni su quali progetti seguire e quali abbandonare (le esperienze di ricerca dei miei prof all'uni sono state alla base di ciò che m'insegnavano).
L'argomento più spinoso per l'economia degli studenti è forse già legge, perché riguarda se non sbaglio l'ultima finanziaria: i fondi. Il mio preside, preoccupato, in un'assemblea l'anno scorso ci illustrava come il taglio dei fondi provenienti dallo stato (a cui si riferiva
@contezero74), mi sembra del 20%, avrebbe per forza di cose comportato un aumento delle tasse di iscrizione del 100%.
Una domanda che sorge spontanea, perché se il governo è così certo della bontà della riforma ed è convinto dell'appoggio popolare non ha mai presentato la/le riforme chiare al popolo?
from Cesa, quello in provincia di Caserta
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