Poesia che mi guardi propone una ri-lettura dell'opera di Antonia Pozzi, poetessa che morì suicida, nel 1938, appena ventiseienne, attraverso la lettura di alcuni suoi testi, di home-movies che la ritraggono in scene di vita familiare, con amici, mentre gioca a tennis, mentre nuota, e ancora di fotografie in bianco e nero che l'artista scattò e che raffigurano paesaggi, spesso solitari.
A questo piano narrativo, se ne sovrappone uno contemporaneo. Maria, una regista di cinema, voce narrante del film, è affascinata dalla poesia di Antonia Pozzi, ne studia l'opera e decide di ricercare il mondo e i personaggi della sua vita. Nel suo progetto di riscoperta dell'opera della poetessa milanese ai giorni nostri, la donna riesce a coinvolgere un gruppo di studenti universitari che, nel capoluogo lombardo, sui muri della città, diffondono le loro poesie in forma anonima.