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ufff,, che noia che barba..che barba che noia..
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Da Repubblica - Milano - rubrica Stress and the city: "L'influenza passa, il marito no"
SANDRA BONZI

PUR rendendomi conto che nel trionfo di Pm10, benzene, ossidi di azoto e monossido di carbonio nei quali siamo immersi l'idea stessa di prevenzione sia abbastanza ridicola, io non mi arrendo e mi ostino a provarci. Ma nonostante chili di arance e kiwi, litri di centrifughe carote, mele e zenzero, bustine di papaya liofilizzata, pasticche di Echinacea, impacchi di pompelmo rosa e olii essenziali bruciati in casa come se fossimo in un tempio buddista, l'influenza è arrivata. L'IMPORTANTE è che non colpisca mio marito. Perché io posso reggere tutto - le barzellette del premier, il filo interdentale della Minetti e perfino la contemporaneità tra l'ennesima ondata di pidocchi a scuola e la lavatrice rotta - ma non mio marito che con un raffreddore si trasforma in una noiosissima lagna. Essendo dotata - come tutte le donne - di una salute di ferro, sono sempre stata io ad accudire i miei in tutti i malanni possibili. Ho fatto brodini e passati di verdure, spremute, spugnature, misurato febbri, letto storie, distribuito medicinali.
Ma quest'anno l'influenza ha colpito anche me. Per essere più precisi ha steso l'intera famiglia a eccezione di mio marito. Un nosocomio. «Non preoccuparti amore - ha dichiarato lui, orgoglioso di poter finalmente dare un senso al suo inespresso ruolo di capobranco - Adesso c'è papi che si occupa di tutto». Sono stramazzata. Ci sono parole che non posso più sentire senza un brivido lungo la schiena. Ma con 40 di febbre, mi sono fidata e mi sono addormentata. Poco dopo, mi ha svegliata. «Scusa amore - ha sussurrato - vorrei farti una spremuta, ma dov'è lo spremiagrumi? E soprattutto dove sono le arance?». Ho grugnito e sono risprofondata nelle tenebre, dalle quali mi sono sentita strappare presto. Non era la spremuta, bensì Federico che con gli occhi lucidi e il corpo-stufetta mi chiedeva aiuto.
«Ma dov'è papà?». «Sta cercando lo spremiagrumi». Accolto il figlio maschio nel lettone, siamo svenuti assieme stremati dalla febbre sempre più alta. Dopo poco, il respiro affannoso di Alice mi ha svegliata. «Mamma mi fa malissimo la gola, ho bisogno di bere». «Ma il papà dov'è?». «Sta cercando le arance». Con questi ritmi sospetto che anche la Fiom l'avrebbe già licenziato. Fatto posto nel lettone anche alla ragazza, mi sono riaddormentata, ma dopo qualche minuto una mano mi scuoteva. Era lui, il pater familias, il capobranco che, pallido come un lenzuolo, mi implorava di portarlo al pronto soccorso: «Mi sono tagliato l'indice».
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Giacca e gonna grigia a piccoli quadri.. spacco laterale.. autoreggenti.. tacchi alti.
Sotto la giacca solo una sottoveste in pizzo..
Avevo i capelli leggermente sollevati da un piccolo pettine di perline nere.. labbra rosse.. il giusto trucco..
 Mi ha aperto lo sportello salendo in auto:lo fa sempre..all’interno, guardava le mie ginocchia leggermente scoperte.. il reggicalze che si intravedeva dallo spacco..
Era eccitato e si vedeva..più del solito.. parlava ridendo, nervoso.. dimenticava frasi poi si fermava a guardare il mio sorriso.. quasi estasiato..  ha poggiato un mano sul mio braccio ad un semaforo.. mi ha guardata negli occhi.. ha detto "sei bella Patrizia..una femmina di rara bellezza.........."
L'ho guardato negli occhi.. ho sorriso ancora.. ha fatto scivolare giù la mano.. lentamente.. sfiorando quasi casualmente il seno.. 
Il semaforo è diventato verde:ha cambiato  marcia ma le sue dita  in modo fugace si sono estese sfiorando la parte nuda della coscia.. poi si è ritratto come timoroso.. come se avesse violato qualcosa..
 Ho fatto finta di non notare il gesto ma.. si vedeva che mi voleva..
 E' calato il silenzio fino all'arrivo  al ristorante . E' sceso ad aprire lo sportello .. pioveva.. mi ha aiutata porgendomi la mano ed ha guardato le mie gambe mentre scendevo dall'auto..
Non ho detto niente.. è il capo.. ed è sempre molto educato e rispettoso..
 Al ristorante eravamo uno di fronte all'altro.. il proprietario ci conosce.. portiamo sempre lì i clienti.. è un luogo elegante.. stile liberty..
 Crudité di pesce..  c'era un'ostrica tra esse.. ed a quel punto.. ho avuto voglia di giocare.. l'ho portata alla bocca.. l'ho socchiusa lentamente.. aspirandone il contenuto.. era estasiato.. sono terribile quando mi va..
Ero un poco eccitata.. ma ho abbassato lo sguardo..
 Mi ha versato il vino..lo guardavo attraverso il calice.. un uomo affascinante..leggermente brizzolato alle tempie.. un fisico asciutto..   sempre elegante
Credo abbia una specie di venerazione per me..

(Patrizia2011)
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