E' appena passata la mezzanotte, e siamo ufficialmente entrati nel 10° anniversario dell'attentato dell'11 settembre a New York... bene, tutti in questi giorni si danno un gran daffare per ricordare: i giornali spronano i propri lettori a scrivere, e a raccontare cosa stavano facendo in quel momento, le televisioni a dire quali fossero i sentimenti provati alla vista di quel che stava avvenendo. Beh, sapete una cosa? Io non voglio ricordare l'11 settembre, ma un'altra data: il 12 marzo 2002. Alle 18.30 di quel giorno, una bambina, premendo un grosso pulsante, azionava un meccanismo di 88 fari progettato da una ditta italiana di Alessandria, che magicamente ricreò con due grossi fasci di luce la silhouette delle torri gemelle nello skyline della grande mela. Ecco, io in quel momento provai un'emozione indescrivibile: vedere quelle colonne luminose stagliarsi verso il cielo notturno, quasi a sfiorare le stelle, mi infuse una grande speranza nel cuore! E credo che sia questa l'arma più potente per combattere ciò che quell'attentato voleva portare nel nostro mondo: LA SPERANZA!
Se ci pensate bene, infatti, qualunque sia stata la mente dietro a quegli attentati, il fine ultimo che si voleva raggiungere era quello di portare odio, rabbia, e paura. Ma fino a quando esisterà la speranza, essi saranno sconfitti! La speranza è la forza più potente che ci sia nell'universo, è l'essenza stessa del nostro essere Umani. E in questa notte sorprendentemente ricca di stelle dell'11 settembre 2011, è così che vorrei ricordare le vittime di quel giorno: con la speranza, quella stessa speranza che ancora oggi mi dice che forse, un giorno, il mondo sarà unito sotto un'unica bandiera, senza più paure, odio, e divisioni, perché infondo, purché diversi, siamo tutti uguali, e il cielo che guardiamo alzando gli occhi è il medesimo... perché è lassù che sarà il nostro futuro, se sapremo essere uniti e fratelli.
Lance.