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Mauro , 37 - Vigevano
Solare, simpatico, appassionato di fantasy e misteri, amo ridere, scherzare, e sperare in un mondo migliore. Odio invece gli arrivisti, i falsi amici (quelli che lo sono solo per interesse personale), e coloro che sparlano dietro le spalle.
In queste ore sto assistendo ad infinità di messaggi di cordoglio, ma anche a tante critiche e accuse sulla morte di Marco Simoncelli... ecco, io non sono la prima persona a poter parlare, in quanto non ho mai seguito con entusiasmo gli sport che ruotano attorno ai motori, però non penso, come qualcuno ha fatto, che bisogni tirare in ballo l'adrenalina, la sfida con la morte, il gusto del rischio, la nostra ossessiva voglia di vedere questi ragazzi "spingere al massimo", ecc, ecc.
Marco se n'è andato per una tragica fatalità, per colpa di un grave incidente di cui nessuno a colpa, e che sarebbe potuto succedere anche su una qualsiasi strada del mondo. La cosa che invece mi ha colpito è stato un piccolo stralcio di un'intervista fatta a Simoncelli circa un anno fa; alla domanda del cronista su cosa provasse quando saliva in sella, rispose: "libertà! Lì, mi sento libero." Nessuno lo ha mai costretto ad andare in moto, anzi, nonostante per lui fosse sconsigliato (era troppo alto), decise a tutti i costi di farlo lo stesso perché quello ERA IL SUO SOGNO! Ecco, questo dovrebbe zittire tutti i nostri commenti. Marco se n'è andato facendo qualcosa che amava fare, e che lo faceva stare bene. E soprattutto se n'è andato come chiunque di noi vorrebbe andarsene: LIBERO... per sempre!
Ciao Marco, Cavaliere del Vento!
from Vigevano
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VegGyver
E' appena passata la mezzanotte, e siamo ufficialmente entrati nel 10° anniversario dell'attentato dell'11 settembre a New York... bene, tutti in questi giorni si danno un gran daffare per ricordare: i giornali spronano i propri lettori a scrivere, e a raccontare cosa stavano facendo in quel momento, le televisioni a dire quali fossero i sentimenti provati alla vista di quel che stava avvenendo. Beh, sapete una cosa? Io non voglio ricordare l'11 settembre, ma un'altra data: il 12 marzo 2002. Alle 18.30 di quel giorno, una bambina, premendo un grosso pulsante, azionava un meccanismo di 88 fari progettato da una ditta italiana di Alessandria, che magicamente ricreò con due grossi fasci di luce la silhouette delle torri gemelle nello skyline della grande mela. Ecco, io in quel momento provai un'emozione indescrivibile: vedere quelle colonne luminose stagliarsi verso il cielo notturno, quasi a sfiorare le stelle, mi infuse una grande speranza nel cuore! E credo che sia questa l'arma più potente per combattere ciò che quell'attentato voleva portare nel nostro mondo: LA SPERANZA!
Se ci pensate bene, infatti, qualunque sia stata la mente dietro a quegli attentati, il fine ultimo che si voleva raggiungere era quello di portare odio, rabbia, e paura. Ma fino a quando esisterà la speranza, essi saranno sconfitti! La speranza è la forza più potente che ci sia nell'universo, è l'essenza stessa del nostro essere Umani. E in questa notte sorprendentemente ricca di stelle dell'11 settembre 2011, è così che vorrei ricordare le vittime di quel giorno: con la speranza, quella stessa speranza che ancora oggi mi dice che forse, un giorno, il mondo sarà unito sotto un'unica bandiera, senza più paure, odio, e divisioni, perché infondo, purché diversi, siamo tutti uguali, e il cielo che guardiamo alzando gli occhi è il medesimo... perché è lassù che sarà il nostro futuro, se sapremo essere uniti e fratelli.

Lance.
from Vigevano
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castle
A volte mi piacerebbe che le persone tornassero a guardare le stelle (cosa che ormai pochi fanno, perché abbiamo sempre fretta)... ognuno di noi è fatto di polvere di stelle, e il nostro futuro dovrebbe essere lassù: quella è la nostra vera casa. "Ogni atomo del nostro corpo una volta apparteneva ad una stella... forse non sto partendo: forse sto tornando a casa!" dal film "Gattaca-la porta dell'universo"
from Vigevano
castle
Stasera ho visto per caso il film tv "The Ramen Girl", interpretato da Brittany Murphy (attrice prematuramente scomparsa a soli 32 anni)... pensavo fosse la solita commediola romantica, e invece l'ho trovato pieno di poesia, specie quando la madre del proprietario della casa del ramen dice ad Abby (il personaggio interpretato dalla Murphy), aspirante cuoca di ramen, che quando lo si cucina è come se si donasse un pezzetto della propria anima al cliente: se si è felici, si trasmette la propria allegria, se si è tristi, le proprie lacrime. Questa è l'essenza per cucinare un buon ramen: metterci l'anima, il cuore.
Un po' come quando si crea un'opera d'arte. E difatti i giapponesi considerano la cucina una vera e propria arte e disciplina.
Dite la verità: quanti di voi mettono un pezzo della propria anima nel piatto, quando cucinano per un'altra persona? Del tipo: "donare se stessi in una carbonara?"
from Vigevano
Salve a tutti, sono Lance, faccio l'artista e il musicista; un bel giorno, incacchiato e deluso da facebook, ho deciso di guardarmi in giro, e di provare questo piccolo miracolo tutto italiano. Ora vado a ninna, ma la prossima sera vedrò di aggiornare il profilo, e farmi un giretto per capire cosa significhi essere meemer. Un grazie anticipato a tutti quelli che mi accoglieranno.
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Diamo del Tu ai fonelli