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Nel caso, si ricordi, si può essere "credenti" senza essere cattolici, magari che ne so, buddisti per esempio e, in questo caso, non esistono imposizioni e in qualsiasi caso mai in età minore
grazie @novalis per la correzione

ho preso quella cattolica perché la realtà mi ci fa trovare mio malgrado in mezzo un po' tutti i giorni, ma il mio voleva essere un discorso generico ovviamente
@ragnarokkr: ho fatto battezzare i miei due figli, ma non gli ho imposto la religione cattolica. Indipendentemente dal mio pensiero, piuttosto complicato al riguardo. Ho agito "per comodità" loro. Quale sarebbe questa comodità? In Italia prevale la componente "cristiano-cattolica", da sempre, piaccia o non piaccia, ma è così (e rispondo anche a @takky). Domani, forse, avremo i muezzin, oppure chissà cos'altro...
Una mia carissima amica, aveva più o meno le tue idee (anche se di ultrasinistra, era sata sposata in Chiesa, divorziata e poi convivente con un altro...) e tre figli. che non aveva fatto battezzare... Per la verità è stata piuttosto intelligente quando, dopo due o tre feste per la comunione di compagni di scuola dei suoi figli, non ha vietato loro di fare i sacramenti, per avere la festa.
Sarà anche un discorso "blasfemo", ma questo ti evita delle complicazioni in futuro, se vuoi ufficializzare la tua unione con una donna. E' chiaro che se i miei figli, un giorno, vorranno sposarsi con il rito musulmano o shintoista, dovranno soggiacere alle loro leggi ed arrangiarsi.
Ancora molti amano il rito religioso o, per amore, soggiaciono volentieri (aggiungo io) al rito, per amore del/della compagno/a e si sparano tutti i sacramenti necessari in una volta sola.
Sennò si fa solo il rito civile e buonanotte al secchio.
Bisogna anche considerare che sono i genitori a dovere svolgere le funzioni di "scelta" ed "indirizzo" nella vita dei figli. E' vero che "battezzarlo" potrebbe .sembrare un'imposizione, ma lo è nello stesso modo la decisione di non farlo: io gli impongo di non battezzarlo, perché lui non è in grado di decidere. Il fatto che il bimbo non sia in grado di decidere non è una scusante.
Tutti i bimbi, alla fine, subiscono SEMPRE delle imposizioni...
Poi, è il vero LAICO, secondo me, che considera tutte queste cose come mere formalità, il cui valore è mutevole a seconda del grado di fede/credenza di ognuno. Siamo nel più totale relativismo, oltre al quale c'è solo una disputa tra curva nord e curva sud...
from Bologna - detail
Formalità fino a un certo punto visto che il Vaticano parla a nome dei battezzati e i politici (quelli italiani, in altri paesi le cose possono essere diverse) ascoltano per questo motivo.
from Gorizia - detail
@Stefano251 vedi, quella è una questione di mentalità. Personalmente ho fatto i sacramenti, i miei genitori mi hanno detto chiaramente che "falli così, dovessi mai decidere di sposarti in chiesa, sei già a posto, una confessione e via". Ma non ho mai festeggiato né la comunione né la cresima. Tantomeno quelle dei miei amici. Nessuno li ha mai sentiti come eventi da festeggiare.
Da un lato è un atteggiamento lungimirante, tanto non costa niente. A parte dover dire al prete che non mi fregava nulla della messa e la piantasse di mandarmi due avvisi l'anno per rimproverarmi di non andarci mai, ma dall'altro è fuori luogo, perché se non credi in qualcosa, non ci credi, punto. Sposarsi in chiesa solo per tradizione è altrettanto fuori luogo, così come il vestito bianco. Tutte "tradizioni" ereditate dal Cristianesimo che però hanno completamente perso il loro significato.
Ha senso a questo punto fare qualcosa solo perché siamo talmente abituati a farlo che non pensiamo nemmeno alla possibilità di cambiarlo?
from Vignola, Modena, Emilia Romagna, Italia - detail
@stefano251 chiamalo come vuoi, rimane IMPOSIZIONE e SERVILISMO nei confronti della religione.

Ognuno ha diritto di vivere secondo la SUA coscienza, non secondo la coscienza degli altri. OBBLIGARE un bambino a percorrere una strada religiosa senza la sua consapevolezza è più sbagliato che lasciare a lui la decisione in età della ragione.

Ed è proprio grazie a questi mezzucci di bassa lega che la religione si fa forte.

Perché privare un povero bimbo della gioia (??) di festeggiare comunione e cresima con i suoi amichetti? Poverino, lì tutto solo... allora battezziamolo così anche lui farà parte del grande gregge e si divertirà.. Come hai detto, solo questione di convenienza (e plagio di minore aggiungere i io) e niente più.. Quello non è credere in una religione, si ha molta più dignità a credere in superman a questo punto.

Comunque sia, ognuno è libero di fare le scelte che vuole. Personalmente, non ho problemi a stare con chi crede in una religione. Ma se il suo credo deve influenzare il mio modo di vivere e mi devo sentire IMPOSTE le sue regole se voglio stare bene con lui/lei/loro, allora che se ne stiano ben distanti da me che io sto benissimo da solo, e non rompo le palle a nessuno.
@takky: hai ragione, la gente fa le cose per tradizione (anche perché c'è sempre qualcosa che piace nella tradizione) e noi abbiamo una tradizione religiosa cristiano-cattolica, l'Italia non ha una tradizione così importante al di fuori di quella. A molti piace. ed in democrazia si rispetta.

@ragnarokkr. Capisco il tuo ragionamento, ma ti arrampichi sugli specchi, quando arrivi a parlare di "plagio". Lo virgoletto, perché allora tutta l'educazione dei figli si ridurrebbe al "plagio". Al plagio ci si arriva, in campo psicologico, quasi con una "sostituzione di personalità", ma qui ne siamo ben lungi. Nell'educazione dei figli sei/sarai tu a dover prendere delle decisioni per loro, senza potergliele spiegare in maniera compiuta. E' il diritto/dovere della genitorialità, poi, se sei/sarai un buon genitore ti aspetta anche il compito, al momento giusto (e sarai tu a dover valutare quando e come), di parlare con loro, confrontarti con loro, capire le loro attitudini, i loro desideri e la loro volontà ed indirizzarli in quel senso. Dovrai anche capire il loro eventuale disagio per un senso d'imposizione subito, ma quello può anche non essere un problema dell'insegnante, ma un'errata percezione di qualcosa. Diciamo, molto chiaramente, che le "percezioni" sono molto facilmente male interpretate. Senza voler offendere, quando abbiamo un atteggiamento molto, troppo rigido, spesso deriva da un "trauma" non superato e ci vuole un terapeuta, poi si vive benissimo lo stesso anche senza andarci, però in un buon numero di casi è così.
from Bologna - detail
Nessun offesa tranquillo.

Come dici tu il diritto/dovere genitoriale prevede il compito di prendere decisioni riguardo la loro educazione. Educazione appunto. L'educazione è quella della scuola, se non si vuole avere un figlio ignorante. L'educazione è quella del rispetto dei soldi e del lavoro se non si vuole aver un figlio con le mani bucate. L'educazione è il rispetto degli animali, delle piante, di tutta la natura, delle cose e delle persone, se non si vuole avere un figlio violento e teppista. E sono tutte cose che chiunque con un minimo di senso di responsabilità può insegnare (o tentare almeno) ad un figlio. La religione qui non c'entra nulla con l'educazione. Non serve e come ben vedi quello che ti ho elencato lo può fare chiunque senza necessità di un prete che ti dica cosa fare.

Il termine "plagio" l'ho usato dato che, come banalmente cita wikipedia:
Il plagio è un fenomeno psicologico [1] nel quale una persona subisce una manipolazione che ne influenza in modo determinante il comportamento e la personalità. Modifica anche la percezione di se stessi, quasi una sostituzione definitiva dei propri pensieri con altri, diversi, che altrimenti non farebbero parte della sfera emotiva e personale dell'individuo. E' un processo che se non viene interrotto in un tempo fisiologico preciso potrebbe diventare irreversibile.

Ed imporre ad un figlio dalla nascita sino alla maggiore età riti e credenze religiose senza il suo consenso e "percezione" di ciò che gli sta accadendo e accadrà in futuro, posizionandolo di fatto in un ben preciso ceto sociale (se possiamo definirlo così), SUBENDO settimanalmente sermoni che ripetono bene o male sempre le stesse cose (e la psicologia, soprattutto quella delle comunicazioni, insegna che ripetere in continuazione messaggi porta i soggetti ad assimilare come proprie tali informazioni anche se a loro poco interessano), tutte cose che inevitabilmente modificheranno il comportamento, le idee, i modi di comportarsi dell'individuo (perché di individui si parla non di pecore, che dato che tutti son cattolici allora facciamo cattolico anche lui così sta in pace con gli altri) NON E' PLAGIARE UNA PERSONA?

Il mio dovere di genitore mi impone di mandare i figli a scuola e, al momento giusto, discutere con loro per aiutarli a capire quale indirizzo possono intraprendere nella vita. NON MANDARLI A SCUOLA DI RAGIONIERE PERCHE' BISNONNO, NONNO, E PAPA SON RAGIONIERI (non so se ho chiarito cosa voglio dire).

Per quanto riguarda il cosiddetto "atteggiamento troppo rigido", tranquillo, nessun trauma, solo la fortuna di essere riuscito ad aprire occhi e mente in tempo per osservare attentamente l'ambiente circostante, apprendere notizie, vedere fatti e comportamenti, studiare matematica a scuola ed imparare a fare 2+2. E credimi che quel 2+2 raramente mi ha fregato negli anni.

Quello che tu vedi un comportamento rigido, non è null'altro che la semplice volontà (che spero un giorno avranno tutti) di non farsi dire da perfetti estranei come vivere la propria vita, di non farsi mettere i piedi in testa da persone che poco hanno a che vedere con il buon senso delle cose (perché conoscere a memoria i versetti di un almanacco che si vocifera redatto da persone che si CREDE abbiano conosciuto uno che s'è fatto crocifiggere, non li rende automaticamente portatori dell'assoluta verità, e un po' anche liberi di molestare minorenni tanto la chiesa poi copre e mette a tacere).

Il terapeuta (o lo psichiatra?) lo cedo volentieri a chi va in pellegrinaggio a pregare la madonna perché gli guarisca un tumore o altro male.

E non ti sta parlando uno che ha una famiglia di atei. Ti sta parlando uno che ha parenti che son cresciuti con la religione in casa. E quando ti vedi portar via un nonno a nemmeno 65 anni da un bruttissimo tumore inoperabile, un cugino di appena 30 anni di un tumore al cervello, e hai una nonna che da più di 20 anni sopporta chemio e dolori che nemmeno immagino, a causa di un tumore, credimi, e te lo dico con tutta franchezza, i terapeuti che se li vadano a prendere tutti quelli che mi vengono a raccontare le loro puttanate di preghiere, penitenze e raccoglimento perché il signore ci vuole bene e vuole solo il nostro bene. Nostro bene un ca$$o...

Un figlio che cresce con queste fandonie nelle orecchie per tutta la sua vita di adolescente è un figlio plagiato e rovinato in partenza.

E se per quello che ho detto s'è offeso qualcuno, mi spiace, ma è quello che penso. E non cambio di certo idea. Ho cambiato idea tante volte su tante cose, ma su questo non esiste nulla che possa farmi cambiare idea.
Perpetua: "E che facciamo col cantante X, che è taaaaaaaaaaaaanto devoto a San Corrado?"
PadrePinoPuglisi: "E vabè, sè è tanto devoto a San Corrado è il benvenuto: viene e canta. Gratis"
P: "Gratis?"
3P: "E l'hai detto tu che è tanto devoto!"

[dal film "Alla luce del sole"]

Detto questo: un genitore che battezza i propri figli e gli fa seguire i sacramenti "per non farlo sentire diverso dagli altri" e fargli fare la festa della prima comunione, per me ha dei problemi, ma seri, e abbastanza da dirgli "parlane con il tuo sacerdote di fiducia", perché se hai perso la fede non puoi riconquistarla attraverso i tuoi figli. Anzi, ritengo che l'uomo che SOLTANTO PENSI di raggiungere qualsiasi traguardo per tramite dei propri figli, non merita di averne. I figli si crescono, con i figli si intavola un dialogo, ai figli si dice che cosa comporta ricevere i sacramenti e quali differenze portano nella vita degli altri.
Io sono stato in scuola elementare con bambini testimoni di Geova e bambini evangelisti, ho fatto la scuola media in classe con Nelly, una ragazza Down (erano "esperimenti d'integrazione") e adesso la scuola è cambiata tantissimo ed è un luogo che insegna l'integrazione e il rispetto per gli altri, è il luogo in cui i bambini imparano e socializzano fin da piccolissimi. Se la scuola insegna a rispettare Ismaele perché ha fatto il Bris e invece della prima comunione festeggerà il Bar mitzvah, mentre Alì non fa compagnia ai compagni mangiando un panino durante la ricreazione nel mese di Ramadan, che cosa succede quando poi le famiglie prendono questi ragionamenti e ci sputano sopra? "Ah, ma lui è ebreo, non invitarlo alla festa della tua prima comunione". Io da agnostico rispetto le scelte di coscienza degli altri (e sono stato a matrimoni e funerali e altri riti di molte religioni, credetemi). Magari mi riservo di disprezzare il culto in sé o le idee che esso propone (come l'amico Jano che se n'è andato per cirrosi epatica perché non era in grado di sostenere l'intervento di trapianto di fegato ma solo quello di ripristino, ma da farsi in un ospedale ove si compie l'intervento senza trasfusioni di sangue o di emoderivati. Questo lo critico, ma non mi sono mai permesso di dire a Jano di cambiare religione, e sono stato a seguire quel funerale in cui i TdG mi hanno dimostrato per l'ennesima volta come per loro ogni occasione sia ghiotta per fare solo lezioni sulla bibbia e sulla parola), ma prima di criticare una persona per la sua scelta verifico attentamente se sia solo una scelta di coscienza o sia divenuta una partecipazione a una setta che annichilisce la forza e la realtà umana.

Detto questo, io personalmente ho trovato difficoltà nel fare "coming out" con il mio agnosticismo. Con gli amici, con i parenti, con il lavoro, con la gente che ho intorno a me, non per la mia "diversità", ma perché tale diversità è considerata sbagliata, ma se io considero sbagliata la diversità di qualcun altro, automaticamente sono un maleducato e non so quello che sto dicendo. Poi ho espresso un parere: "io sono così, chissenefrega", eppure devo ribadirlo spesso. Che cosa dici all'amico che si offende perché non festeggio "il santo natale"? O a quello che pur sapendolo MI INVITA A SEGUIRE LA MESSA DI CAPODANNO? Io vado a funerali e matrimoni per rispetto delle persone coinvolte. Stop. Non vado a vedere altre funzioni religiose, perché sono stanco di essere trattato come se andare a seguire la funzione fosse la normalità e io fossi quello anormale.
Mi dispiace per le avversità che hai dovuto affrontare: anch'io ho avuto un fratello (gemello), padre e cugina portati via da un tumore. Il record ce l'ha mia cugina: tumore al cervello, inoperabile, diagnosticatole a 6 mesi, nel 1962 ed è morta a marzo di quest'anno... e per non farsi mancare niente anche 3 ictus in 50 anni...
Comunque siamo OT...
Neanch'io, per questo, ho avuto bisogno di terapeuti. Nella fattispecie parlo di psicoterapeuti e non di psichiatri (che curano malattie mentali).
Tornando in tema: ho iscritto i miei figli alla materna ed ho chiesto l'insegnamento della reigione cattolica. Perché sono un bigotto? Assolutamente no, neanche pratico...
Solo perché ascoltino, poi ci sono io genitore a fungere da mediatore. Se insegnassero anche più religioni, mi piacerebbe che potessero seguirle, che potessero sentire più campane.
Poi devo pensarci anch'io a controllarli, non potrei mai lasciarli in completa balìa di qualche "piazzista religioso", allora sì che rischierei. Piccole dosi... Ma io devo esserci, è il dovere che mi sono imposto mettendoli al mondo. Poi, se venissero plagiati, sarebbe sicuramente cola mia, ma, forse, avrei anche la conferma di avere messo al mondo due stupidi, perché di stupidi ce ne sono, eccome se ce ne sono!
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