io critico (come ho detto a
@vincenzodb) quel bisogno di essere tutti assieme sorridenti una volta l'anno, quando poi il resto dell'anno si è lì a cercare come fo$$ere il resto della famiglia. Mi da un certo fastidio il concetto "
BISOGNA essere bravi perché è natale". Ma che cavoli, io ho fatto "natali" in Abruzzo ad aprile e maggio 2009, a Messina a novembre 2010 e 2011, tutta l'estate (anzi, tutte lE estatI) spegnendo focolai in giro per la provincia, il mese di dicembre faccio aperture straordinarie per domenica e festivi, che tradotto significa: da giorno 1 a giorno 24 dicembre una non-stop in ufficio; appena arrivo al punto di dire "ok, adesso fatemi sedere sul divano e ciabattare un po'" devo pure sentirmi rispondere "Nooooooo, ma sei pazzoooo??? Natale!!! Parenti!!! Visiteeee!! Zitto e non lamentarti!!!!"
"Scusate, non è per dire, ma sarei agnostico e pure sbattezzato"
"E allora?"
"E allora vaffan$$lo: voi siete cattolici e 'Santificate le feste', a me non me ne frega di meno di santificare alcunché"
Ma io sono l'estremo, però vedo che molti appoggiano il concetto che natale è diventato: "consumismo, facciata, spese, magnate assieme a familiari che magari non è che sei esattamente felice di incontrare, volemose bene e da domani di nuovo cogli stiletti a puntarci uno alla schiena dell'altro"
Il gruppo è aperto a chi la pensa così... o comunque si ritrova non del tutto contrario a queste idee. Io non critico il concetto della natività che riempie le menti e i cuori di molti, ma mi aspetto che nessuno si azzardi a criticare il mio non sentire nell'interno bisogno di una spiritualità trascendente. (-: